Il blitz sull’immigrazione

Domenica il senatore Marco Rubio è apparso nei cinque talk-show politici nazionali – oltre ai due in lingua spagnola – per introdurre il disegno di legge sull’immigrazione che la commissione bipartisan incaricata di scriverlo presenterà ufficialmente oggi. Il senso del messaggio lanciato a reti unificate è: nessuna legge è peggio dello status quo. Rubio ha indirizzato le sue rassicurazioni innanzitutto al pubblico amico, alla fronda conservatrice che resiste a una legge che incoronerebbe Barack Obama come gran riformatore di un’area storicamente irriformabile e che rischia di pesare eccessivamente sulle casse dello stato.
16 APR 13
Ultimo aggiornamento: 05:22 | 8 AGO 20
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Domenica il senatore Marco Rubio è apparso nei cinque talk-show politici nazionali – oltre ai due in lingua spagnola – per introdurre il disegno di legge sull’immigrazione che la commissione bipartisan incaricata di scriverlo presenterà ufficialmente oggi. Il senso del messaggio lanciato a reti unificate è: nessuna legge è peggio dello status quo. Rubio ha indirizzato le sue rassicurazioni innanzitutto al pubblico amico, alla fronda conservatrice che resiste a una legge che incoronerebbe Barack Obama come gran riformatore di un’area storicamente irriformabile e che rischia di pesare eccessivamente sulle casse dello stato. Il senatore dice che non sarà un’amnistia generale, gli 11 milioni di clandestini dovranno mettersi in regola con il fisco e avere la fedina immacolata per essere accolti nella “land of the free”, e anche chi passa questo test dovrà aspettare anni per ricevere lo status di residente permanente, preludio all’acquisizione della cittadinanza. L’offensiva del senatore ha i tratti di una guerra lampo per massimizzare il bottino politico. Oggi la commissione degli otto saggi presenta il testo di 1.500 pagine che il segretario della Sicurezza nazionale, Janet Napolitano, difficilmente riuscirà a studiare nel dettaglio entro domani, giorno in cui è fissata la sua testimonianza al Senato. Rubio sfrutta la convergenza con Obama sull’immigrazione per affermare la sua linea nel Partito repubblicano diviso e coltivare ambizioni più alte. Quando Candy Crowley gli ha chiesto se la riforma dell’immigrazione c’entra per caso con una sua corsa per la Casa Bianca nel 2016, lui ha detto di non aver mai pensato all’eventualità. Lei: “Seriously, senator?”.