Un argentino per salvare l’Europa
“Così come i gesuiti europei partirono per evangelizzare l’America latina, adesso i gesuiti devono tornare indietro per rievangelizzare l’Europa”. Roger Scruton, docente alla Saint Andrews University, culla di nobiltà britanniche, e il più noto filosofo conservatore britannico, commenta così l’elezione del nuovo Papa. “Temo però che la scelta di Jorge Mario Bergoglio sia una misura temporanea, l’età del nuovo Pontefice non gli consentirà di fare molto, seppure sia presto per dirlo. Ma non vedo un papato forte come quello di Karol Wojtyla. Penso sarà una chiesa povera contro la grandeur vaticana del XIX secolo, una chiesa che porrà fine a molti privilegi".

“Così come i gesuiti europei partirono per evangelizzare l’America latina, adesso i gesuiti devono tornare indietro per rievangelizzare l’Europa”. Roger Scruton, docente alla Saint Andrews University, culla di nobiltà britanniche, e il più noto filosofo conservatore britannico, commenta così l’elezione del nuovo Papa. “Temo però che la scelta di Jorge Mario Bergoglio sia una misura temporanea, l’età del nuovo Pontefice non gli consentirà di fare molto, seppure sia presto per dirlo. Ma non vedo un papato forte come quello di Karol Wojtyla. Penso sarà una chiesa povera contro la grandeur vaticana del XIX secolo, una chiesa che porrà fine a molti privilegi. Il sud America è decisivo per il futuro del cristianesimo, è come il grande crinale fra due mondi, il Vecchio e il Nuovo”.
Bergoglio è il primo Pontefice non europeo. “E’ vero che l’Europa ha perso importanza, ma in Argentina si parla spagnolo e le sue istituzioni sono state create dagli europei. Non vedo quindi una perdita di importanza dell’Europa, quanto la sua riaffermazione attraverso la periferia. L’idea che l’Europa debba essere rievangelizzata verrebbe dismessa dal clero stesso come un atto di aggressione. Dopo tutto sembra che la chiesa non debba propagare la fede, ma perdonare coloro che la rigettano. Papa Bergoglio è la storia stessa dell’evangelizzazione di un grande continente. E’ come un ciclo storico: la cristianità ha creato l’Europa, l’Europa ha cristianizzato il mondo, oggi le élite europee hanno rifiutato la cristianità, per questo l’elezione di Bergoglio sarà l’occasione di una rievangelizzazione dell’Europa attraverso un gesuita argentino”.
Bergoglio è il primo Pontefice non europeo. “E’ vero che l’Europa ha perso importanza, ma in Argentina si parla spagnolo e le sue istituzioni sono state create dagli europei. Non vedo quindi una perdita di importanza dell’Europa, quanto la sua riaffermazione attraverso la periferia. L’idea che l’Europa debba essere rievangelizzata verrebbe dismessa dal clero stesso come un atto di aggressione. Dopo tutto sembra che la chiesa non debba propagare la fede, ma perdonare coloro che la rigettano. Papa Bergoglio è la storia stessa dell’evangelizzazione di un grande continente. E’ come un ciclo storico: la cristianità ha creato l’Europa, l’Europa ha cristianizzato il mondo, oggi le élite europee hanno rifiutato la cristianità, per questo l’elezione di Bergoglio sarà l’occasione di una rievangelizzazione dell’Europa attraverso un gesuita argentino”.
Secondo Roger Scruton, l’Europa sarà l’obiettivo del papato. “Nell’Inghilterra in cui sono cresciuto, Dio era inglese. Oggi Dio è uno straniero. Oggi c’è come una paura dell’eresia che attanaglia i paesi europei, non l’eresia come è definita dalla chiesa, ma l’eresia come una forma post cristiana di politicamente corretto. E’ il cosiddetto ‘nuovo umanesimo’. Gli umanisti che mi hanno influenzato a Cambridge credevano che non ci fossero opere più umane della ‘Passione secondo Matteo’ di Bach o del ‘Tristano e Isotta’ di Wagner. Il nuovo umanista si definisce contro qualcosa, ha un approccio negativo alla condizione umana, per cui gli esseri umani sarebbero vittime dell’aristocrazia, della borghesia, del capitalismo, dei preti, perfino di Dio. E si avverte la necessità di distruggere questa forza aliena. Per questo l’Illuminismo, che promise libertà e giustizia, ha scatenato una serie infinita di guerre. Quella che i Romani chiamavano ‘pietas’ è scomparsa dalla vita pubblica europea. Questo è particolarmente evidente nei paesi cattolici come Francia e Italia. Dove la chiesa ha smesso di essere una voce pubblica in quei paesi, il laicismo è diventato una cultura colonizzatrice. Poco è rimasto della vecchia idea cristiana che la vita e il suo capolinea siano cose sacre. I cittadini europei vivono come se i morti e i non nati non abbiano voce in capitolo nelle loro decisioni”.