Passeggiate romane
Le caselle da sistemare in caso di vittoria del Pd
Nell’attesa che si risolva l’enigma Monti, Pier Luigi Bersani va avanti come se nulla fosse e immagina già i futuri assetti istituzionali. Il segretario del Partito democratico è convinto di dover dare comunque, anche in caso di “stravittoria” del centrosinistra, la presidenza di uno dei due rami del Parlamento a un esponente dei moderati. Fino a poco tempo fa pensava che quel ruolo spettasse a Pier Ferdinando Casini. Ma gli ultimi movimenti del leader dell’Udc lo hanno fatto ricredere e ora non è più così scontato che sia proprio Casini a sedere su una delle poltronissime del Parlamento. Leggi Napolitano (e il Pd) non sanno fermare il tecnico che avevano voluto

Nell’attesa che si risolva l’enigma Monti, Pier Luigi Bersani va avanti come se nulla fosse e immagina già i futuri assetti istituzionali. Il segretario del Partito democratico è convinto di dover dare comunque, anche in caso di “stravittoria” del centrosinistra, la presidenza di uno dei due rami del Parlamento a un esponente dei moderati. Fino a poco tempo fa pensava che quel ruolo spettasse a Pier Ferdinando Casini. Ma gli ultimi movimenti del leader dell’Udc lo hanno fatto ricredere e ora non è più così scontato che sia proprio Casini a sedere su una delle poltronissime del Parlamento. Beppe Pisanu potrebbe essere un ottimo presidente del Senato. In questo caso Bersani sposterebbe Anna Finocchiaro alla Camera perché il segretario del Pd vuole che sia una donna a presiedere uno dei rami del Parlamento. E l’attuale capogruppo del Partito democratico a Palazzo Madama gli sembra la persona più adatta per quel ruolo, perché ha l’esperienza che serve ed è sempre riuscita a mediare anche con il centrodestra. Per Rosy Bindi, invece, niente da fare. E’ troppo divisiva per avere un incarico istituzionale e anche al governo non potrebbe più occupare un posto importante come quello che aveva in passato con il secondo Prodi. La presidente del Pd potrebbe al massimo fare il ministro delle Pari opportunità, ma niente di più.
C’è anche la casella del Quirinale da sistemare. Pier Luigi Bersani sa che Mario Monti non vi aspira in particolar modo, però è convinto che se il centrosinistra gli offrisse la presidenza della Repubblica Mario Monti si guarderebbe bene dal rifiutarla. Ma c’è un intoppo. Silvio Berlusconi, con la spregiudicatezza politica che lo caratterizza, avrebbe in mente un colpo a sorpresa: far convergere i voti del centrosinistra sulla candidatura al Colle di Romano Prodi. Questa mossa metterebbe in forte imbarazzo il Partito democratico: come dire di no di fronte al nome del fondatore dell’Ulivo? Invece sembra ormai fuori dai giochi quirinalizi, anche se ha uno sponsor d’eccellenza come Giorgio Napolitano, l’ex premier del centrosinistra Giuliano Amato.
Ma mentre Pier Luigi Bersani immagina gli assetti istituzionali di un futuro sempre più prossimo, Massimo D’Alema mette il Partito democratico in guardia. Niente facili ottimismi, avverte il presidente del Copasir, perché Napolitano “ci farà ancora ballare”. Per farla breve, D’Alema è convinto che in molti cercheranno fino all’ultimo di contrastare la nascita di un governo a guida Pd.
C’è anche la casella del Quirinale da sistemare. Pier Luigi Bersani sa che Mario Monti non vi aspira in particolar modo, però è convinto che se il centrosinistra gli offrisse la presidenza della Repubblica Mario Monti si guarderebbe bene dal rifiutarla. Ma c’è un intoppo. Silvio Berlusconi, con la spregiudicatezza politica che lo caratterizza, avrebbe in mente un colpo a sorpresa: far convergere i voti del centrosinistra sulla candidatura al Colle di Romano Prodi. Questa mossa metterebbe in forte imbarazzo il Partito democratico: come dire di no di fronte al nome del fondatore dell’Ulivo? Invece sembra ormai fuori dai giochi quirinalizi, anche se ha uno sponsor d’eccellenza come Giorgio Napolitano, l’ex premier del centrosinistra Giuliano Amato.
Ma mentre Pier Luigi Bersani immagina gli assetti istituzionali di un futuro sempre più prossimo, Massimo D’Alema mette il Partito democratico in guardia. Niente facili ottimismi, avverte il presidente del Copasir, perché Napolitano “ci farà ancora ballare”. Per farla breve, D’Alema è convinto che in molti cercheranno fino all’ultimo di contrastare la nascita di un governo a guida Pd.