Il vescovo di Scozia contro Cameron

Joseph Devine, vescovo di Motherwell in Scozia, ha lanciato un durissimo monito al primo ministro britannico David Cameron, colpevole “di voler liberalizzare il matrimonio omosessuale”. Ripreso dai principali quotidiani del Regno, gli ha detto a muso duro di “non essere all’altezza” – alla sua s’intende – e gli ha spiegato che i cristiani non possono avere fiducia in lui a causa delle contraddizioni fra le sue dichiarazioni in materia religiosa e le sue conseguenti azioni.
12 DIC 12
Ultimo aggiornamento: 10:59 | 6 AGO 20
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Joseph Devine, vescovo di Motherwell in Scozia, ha lanciato un durissimo monito al primo ministro britannico David Cameron, colpevole “di voler liberalizzare il matrimonio omosessuale”. Ripreso dai principali quotidiani del Regno, gli ha detto a muso duro di “non essere all’altezza” – alla sua s’intende – e gli ha spiegato che i cristiani non possono avere fiducia in lui a causa delle contraddizioni fra le sue dichiarazioni in materia religiosa e le sue conseguenti azioni. Eppure i cristiani restano divisi in materia e molti fra questi sono favorevoli al “Freedom to marry”, il manifesto di politici conservatori favorevole al matrimonio gay. Un’eterogeneità di vedute che coinvolge non solo i cattolici ma anche gli anglicani, capaci di dividersi sia sulle donne prete, sia sulla possibilità di ordinare vescovi gay.
L’anatema di Devine, comprensibile soprattutto in una visuale romana, sembra venire da un mondo lontano se ascoltato con orecchie britanniche. Devine cerca alleati anche nell’anglicanesimo, ma intanto i vescovi cattolici di maggior peso, seppure d’accordo con lui nei contenuti, non gli vanno dietro quanto ai toni. Vincent Nichols, capo della Conferenza episcopale, a marzo ha detto la sua in merito, ma non ha attaccato direttamente Cameron: ha scritto una lettera (alla quale non sono seguite ulteriori dichiarazioni) nella quale valorizza la “natura unica del matrimonio”. Devine, invece, accusando il premier di agire con “fretta indecente” aggiunge: “Sospetto che sia solo questione di tempo prima che lei faccia un passo in più e metta fuori legge l’insegnamento della dottrina della chiesa sulla morale sessuale accusandolo di discriminazione”.