L’agenda Monti sempre più strategica

Con l’approvazione della legge di stabilità, l’agenda Monti acquista decisamente spessore. Il rigore, infatti, non è più fine a se stesso – per quanto necessario – ma diventa anche uno strumento di crescita e di rimodulazione del carico fiscale. Il governo, cioè, inserisce i tagli non più all’interno di un intervento emergenziale, ma nell’ambito di una visione strategica (politica, potremmo dire).
11 OTT 12
Ultimo aggiornamento: 20:05 | 11 AGO 20
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Con l’approvazione della legge di stabilità, l’agenda Monti acquista decisamente spessore. Il rigore, infatti, non è più fine a se stesso – per quanto necessario – ma diventa anche uno strumento di crescita e di rimodulazione del carico fiscale. Il governo, cioè, inserisce i tagli non più all’interno di un intervento emergenziale, ma nell’ambito di una visione strategica (politica, potremmo dire). Recuperare risorse attraverso i vari canali (la lotta all’evasione, la riduzione della spesa attraverso la sua riqualificazione, e l’incremento – seppure inferiore al previsto – di un punto dell’Iva) è funzionale da un lato ad accreditare l’immagine dell’Italia come paese solido, dall’altro a esercitare in pieno la funzione di ristrutturazione del paese. In questo senso, la decisione di tagliare di un punto le due aliquote Irpef più basse è un inizio e sarebbe un peccato se il processo appena iniziato si fermasse qui, ma è importante osservare ed enfatizzare che, finalmente e per la prima volta, i risultati della spending review vengono retrocessi a tutti i contribuenti attraverso minore imposizione sul reddito, e non a specifici gruppi di interesse sotto forma di sussidi et similia. Un discorso analogo vale per la detassazione dei salari di produttività: qui l’obiettivo è più mirato, ma non si tratta comunque di favorire un particolare ceto, quanto toccare uno dei maggiori ostacoli alla crescita. Se dunque il tema della strategia di governo è anche la crescita, ora sarà bene che i dicasteri preposti suppliscano alla virtuale assenza di provvedimenti sviluppisti di natura non fiscale: l’agenda Monti, su quel fronte, deve ancora trovare una traduzione.