Alla ricerca di un Renzi per il centrodestra / 1
Giovani e con un'idea chiara: basta tasse. E' il Tea Party Italia
Battono le piazze di tutta Italia. Innalzano un palchetto, invitano qualche ospite, chiedono alle gente che accorre di dire la sua. Molte voci, un solo credo: basta tasse. Dopo essere diventato un fenomeno di massa negli Stati Uniti – Paul Ryan, il candidato alla vicepresidenza di Mitt Romney ne è un deciso simpatizzante – il Tea Party è arrivato anche in Italia. “E' successo due anni fa, quando dell’eccessiva pressione fiscale non parlava nessuno, erano tutti concentrati sulle Olgettine e sulla casa di Montecarlo”, racconta Saba Zecchi, tra i fondatori del movimento.

Invece di conquistarli, la boutade di fine estate di Silvio Berlusconi di voler abolire l’Imu li ha lasciati freddi. “Una proposta che arriva da chi l’Imu l’ha votata, bisogna farle la tara”, osserva Zecchi. “Quella detta da Berlusconi è una cosa condivisibile – ammette Pezzi – Ma i politici l’hanno distrutta la politica, a forza di vuoti slogan”. Anche perché loro cancellazione dell’Imu l’hanno proposta concretamente a più di trecento comuni italiani, ottenendo qualche decina di successi. “Il prossimo passo sarà la composizione di una task force legale che ne studi l’incostituzionalità”, avverte la fondatrice, perché “una norma fiscale non può essere votata per decreto”. Naturale la sintonia con l’Istituto Bruno Leoni, storico think tank liberale, e con Fermare il declino. Il leader di quest’ultimo già due anni fa si era idealmente arruolato nel Tea Party, intervenendo nell’appuntamento di Forte dei Marmi. Una vicinanza ideale, perché “il Tea Party non ha nessuna intenzione di confluire in un partito”, assicura Zecchi. Anche se un partito che sposi le loro idee, forse, servirebbe…