Quando l’appeasement conviene
Apple e Google negoziano, ai più alti livelli e segretamente, per scongiurare un nuovo processo tra colossi dell’hi-tech. Secondo quanto riporta l’agenzia Reuters, nell’ultima settimana il capo di Apple Tim Cook e il ceo di Google Larry Page si sarebbero sentiti al telefono più volte per discutere di brevetti e copyright. I due avrebbero dovuto anche incontrarsi ieri in una località segreta, ma l’appuntamento è saltato all’ultimo per “motivi non ancora chiariti”.

Apple e Google negoziano, ai più alti livelli e segretamente, per scongiurare un nuovo processo tra colossi dell’hi-tech. Secondo quanto riporta l’agenzia Reuters, nell’ultima settimana il capo di Apple Tim Cook e il ceo di Google Larry Page si sarebbero sentiti al telefono più volte per discutere di brevetti e copyright. I due avrebbero dovuto anche incontrarsi ieri in una località segreta, ma l’appuntamento è saltato all’ultimo per “motivi non ancora chiariti”. Dopo la sentenza emessa da una Corte californiana una settimana fa che ha condannato Samsung a pagare una multa di 1,05 miliardi di dollari per aver violato tre brevetti della società di Cupertino, Google ha capito di essere il prossimo bersaglio della guerra “per distruggere chi ha rubato i nostri prodotti”, come disse Steve Jobs prima di lasciare poco più di un anno fa il timone del colosso da lui fondato a Tim Cook.
Google ha creato il sistema operativo Android, che per Cupertino è il risultato di un furto di elementi risalente ai tempi in cui l’azienda fondata da Larry Page e Sergey Brin era partner di Apple. E Android è il sistema operativo usato anche da Samsung. Fino a oggi Cook ha sempre rifiutato di portare in tribunale Google, per il semplice motivo che è difficile dimostrare un plagio: la società di Mountain View, infatti, non ottiene ricavi diretti da Android, né mette sul mercato “rettangoli dagli angoli arrotondati” riconducibili al design di iPhone e iPad che ha convinto i nove giurati di San Jose a decretare la vittoria di Apple e la sconfitta dell’azienda sudcoreana.
Ma una nuova battaglia è rischiosa anche per Cupertino, e il sempre prudente Tim Cook lo sa: non è detto che la prossima giuria sarà dello stesso parere di quella californiana che si è espressa una settimana fa; una convinzione rafforzata da quanto deciso recentemente da due diversi tribunali, a Seul e Tokyo, che hanno esaminato il contenzioso tra Apple e Samsung: in Corea entrambe le società sono state condannate, mentre in Giappone la Corte ha dato torto a Cupertino. Il successo ottenuto contro Samsung, dunque, potrebbe essere presto vanificato e comportare anche un danno d’immagine. Per questo le due società trattano e cercano un compromesso, un appeasement. L’obiettivo è evitare un nuovo processo da cui, alla fine, nessuno possa dire di essere uscito davvero vincitore.