Salvaci tu, Ben
Gli investitori hanno digerito interventi straordinari allo studio della Banca centrale europea e della Federal Reserve e ora aspettano i dettagli. La calma piatta sui mercati di questa settimana dimostra che l’atteggiamento è cauto, guardingo e, a conti fatti, poco rassicurante per il futuro. La tempesta di agosto ha mancato l’appuntamento previsto dalle cassandre estive ma è settembre che potrebbe portare la gelata.

Gli investitori hanno digerito interventi straordinari allo studio della Banca centrale europea e della Federal Reserve e ora aspettano i dettagli. La calma piatta sui mercati di questa settimana dimostra che l’atteggiamento è cauto, guardingo e, a conti fatti, poco rassicurante per il futuro. La tempesta di agosto ha mancato l’appuntamento previsto dalle cassandre estive ma è settembre che potrebbe portare la gelata. Dopo gli indizi lanciati dal comitato di politica monetaria della Banca centrale americana (Fomc) sulla possibilità di nuove misure “accomodanti”, quello che ci si aspetta dal governatore Ben Bernanke all’annuale simposio di Jackson Hole, in programma venerdì, è molto di più di ciò che in realtà potrà offrire: l’attesa è per l’annuncio di una terza iniezione di liquidità (il cosiddetto QE3; quantitative easing) in cui la Fed comprerà asset pubblici per fornire liquidità all’economia, sebbene ne abbia già incamerati per 2.800 miliardi di dollari. Il dubbio è che la bacchetta magica di Ben potrebbe non funzionare come in passato, sia perché l’asticella è stata appunto fissata troppo in alto sia perché è già in corso l’operazione di “scambio” tra titoli del Tesoro di breve con altri a più lunga scadenza per 667 miliardi. E pensare che nel 2008 certe politiche iperespansive, come anche il QE, erano considerate anomale, straordinarie, un tabù. Ora vengono richieste, a volte pretese, dai mercati.
La banca d’affari Goldman Sachs non nutre particolari aspettative per il discorso in Wyoming: una reazione “mista” a parole vaghe che ricalcheranno le ultime esternazioni ufficiali, senza fornire tempi e modalità precisi. Suggerisce che la Fed aspetterà i dati sull’occupazione relativi ad agosto (fanno gioco se in peggioramento) per agire. Ma è da Bank of America che arriva la nota più sferzante: aspettarsi qualcosa da Jackson Hole è puro “folklore finanziario”, dall’incontro non è mai uscito nulla perché la storia recente dimostra che le azioni non convenzionali di politica monetaria sono arrivate settimane dopo (dieci nel 2010, dopo altre conferme). Poi BofA, non a torto, avverte i profeti: “Tenete a mente che ‘easing’ (allentamento) e QE (acquisto di asset) non sono sinonimi”.