Il costoso compromesso di Draghi con la Bundesbank

Così Draghi è dovuto scendere a un costoso compromesso con la Bundesbank. La Banca centrale europea è pronta a intervenire nel mercato dei titoli del debito pubblico per fronteggiare gli eccessi speculativi che investono alcuni paesi dell’Eurozona. Ma il “bazooka” non sarà attivato subito, ha fatto capire ieri il presidente della Bce, Mario Draghi, parlando in conferenza stampa. La Bce “potrebbe intraprendere operazioni sul mercato aperto nel volume adeguato per raggiungere gli obiettivi previsti” – ha spiegato il banchiere centrale – oltre a “ulteriori misure non convenzionali di politica monetaria”.
2 AGO 12
Ultimo aggiornamento: 02:24 | 9 AGO 20
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Così Draghi è dovuto scendere a un costoso compromesso con la Bundesbank. La Banca centrale europea è pronta a intervenire nel mercato dei titoli del debito pubblico per fronteggiare gli eccessi speculativi che investono alcuni paesi dell’Eurozona. Ma il “bazooka” non sarà attivato subito, ha fatto capire ieri il presidente della Bce, Mario Draghi, parlando in conferenza stampa. La Bce “potrebbe intraprendere operazioni sul mercato aperto nel volume adeguato per raggiungere gli obiettivi previsti” – ha spiegato il banchiere centrale – oltre a “ulteriori misure non convenzionali di politica monetaria”. “Il documento finale dell’incontro – ha precisato Draghi – è stato approvato all’unanimità con una sola riserva”, che dovrebbe essere proprio quella della Bundesbank di Jens Weidmann. I falchi teutonici del rigore, quindi, non solo si oppongono a ogni intervento sul mercato dei debiti, ma ritengono inaccettabile anche un semplice mandato esplorativo, o “guidance”, che “dovrà essere definito nelle prossime settimane in quanto alle misure specifiche”.

L’intervento annunciato (ma rimandato) ha atterrito i mercati. Negli scorsi giorni le parole dello stesso Draghi (che giovedì a Londra si era detto pronto a fare “tutto il necessario” per salvare l’euro) avevano fatto pensare a un intervento imminente. Ciò aveva spinto in su le Borse e ridotto lo spread tra i titoli di stato di tutta l’Eurozona e i Bund tedeschi. Ieri invece la delusione ha spinto gli operatori a vendere: Milano ha chiuso a meno 4,64 per cento. Lo spread fra Btp e Bund ha chiuso a 505 punti, in forte rialzo rispetto al livello appena sotto i 430 punti toccato nella giornata. Senza freni il differenziale dei Bonos spagnoli che termina a 585 punti. Controcorrente il giudizio di Stephanie Flanders, responsabile Economia della Bbc, secondo la quale “i mercati finanziari hanno ottenuto chiarezza su quello che la Bce è pronta a fare per aiutare le ecomomie più a rischio”.

Monti: “Non so se il governo chiederà l’attivazione dello scudo anti spread”. Lo ha detto il premier italiano in visita a Madrid. “Bisognerà esaminare le modalità”, ha detto in riferimento allo schema tratteggiato da Draghi in conferenza stampa, in base al quale solo se un governo chiede l’intervento dei Fondi salva stati, Efsf ed Esm, potrà ricevere aiuto della Bce. “Sono sicuro però che il governo continuerà a fare rigorosamente ciò che è richiesto nell’interesse dell’Italia e che coincide con ciò che l’Europa chiede all’Italia”.

A fine 2012 i consumi arriveranno ai minimi storici dal Dopoguerra secondo le previsioni di Confcommercio. A fine 2012 il calo dei consumi pro capite sarà pari al 2,8 per cento. Quello sui consumi “è il dato peggiore della storia repubblicana”, ha detto Mariano Bella, direttore dell’ufficio studi, aggiungendo che quest’anno chiuderanno oltre 20 mila negozi.

Vendetta tedesca su Fiat. Le vendite di Fiat in Germania sono diminuite del 16,3 per cento rispetto a un anno fa. Il dato di luglio conferma la perdita della quota di mercato del gruppo guidato da Sergio Marchionne, in calo del 5 per cento, al 2,3 per cento, lo attesta la Motorizzazione tedesca Kba.
/media/uploads/2011/Schermata%202012-08-02%20a%2021_13_35.pngNel grafico: INIZIA LA CONFERENZA STAMPA E L’EURO S’AFFLOSCIA RISPETTO AL DOLLARO. Come dimostra questo grafico di Bloomberg, il valore della moneta unica, calcolato rispetto al dollaro americano, è crollato dopo circa cinque minuti che il presidente della Bce, Mario Draghi, aveva iniziato a spiegare le decisioni dell’Eurotower ai giornalisti. L’euro ha perso quota 1,22 dollari, chiudendo a 1,2115 rispetto al biglietto verde