L’Italia non è la Spagna

La Spagna e l’Italia sono colpite dalla crisi del debito e i trader scommettono sulla sequenza “se prima cade la Spagna, poi per contagio cadrà l’Italia” perché anche se è più solida ha un debito più grande in rapporto al pil. Ma questa analogia è sbagliata anche adottando il punto di vista keynesiano, oltreché quello einaudiano. L’Italia e la Spagna non sono gemelli omozigoti. Mentre la Spagna ha un potenziale produttivo che non è in grado di sostenere il tenore di vita e il livello di investimento che essa aveva, prima della grande crisi, l’Italia è nella situazione contraria.
20 LUG 12
Ultimo aggiornamento: 05:10 | 9 AGO 20
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La Spagna e l’Italia sono colpite dalla crisi del debito e i trader scommettono sulla sequenza “se prima cade la Spagna, poi per contagio cadrà l’Italia” perché anche se è più solida ha un debito più grande in rapporto al pil. Ma questa analogia è sbagliata anche adottando il punto di vista keynesiano, oltreché quello einaudiano. L’Italia e la Spagna non sono gemelli omozigoti. Mentre la Spagna ha un potenziale produttivo che non è in grado di sostenere il tenore di vita e il livello di investimento che essa aveva, prima della grande crisi, l’Italia è nella situazione contraria. Ha un potenziale produttivo che, ove adeguatamente utilizzato, potrebbe sostenere non solo il tenore di vita e l’investimento pre crisi, ma anche un livello maggiore e un tasso di crescita maggiore.
L’Italia ha un output gap positivo che potrebbe essere messo a frutto, con un’organizzazione economica più flessibile, contratti di lavoro deregolamentati, permessi e contratti pubblici semplificati, processi brevi, trasporti migliorati, anche mediante modesti e rapidi investimenti abbinati a privatizzazioni. Facendo ciò, con costi più bassi e produttività più alta, le esportazioni aumenterebbero, la bilancia corrente dei pagamenti andrebbe in pareggio anche con un tasso di crescita del pil maggiore di quello passato. Perciò la riduzione del deficit pubblico, attuata riducendo la spesa, non darebbe luogo a recessione ma a espansione.
La Spagna ha un output gap negativo: la sua capacità produttiva inutilizzata non riguarda beni e servizi esportabili, ma immobili e servizi per il consumo interno. Potrebbe ritornare all’equilibrio solo con una riduzione dei suoi salari medi e globali, perché consuma più di quel che può produrre. La tesi “simul stabunt, simul cadent”, quindi, per Spagna e Italia è sbagliata. A condizione, naturalmente, di capirlo.