Andare a messa, cioè a morire, in Nigeria

La strage di cristiani nelle chiese della Nigeria è oggetto di un bollettino di morte che si ripete ogni domenica e in ogni ricorrenza religiosa dall’inizio dell’anno. Contro questo stato di cose, un gruppo di parlamentari del Pdl ha presentato ieri una mozione (prime firmatarie Eugenia Roccella, Fiamma Nirenstein e Souad Sbai) con cui chiede che il nostro governo si attivi “nei confronti dell’Onu, affinché forze di interposizione siano inviate in Nigeria, in coordinamento con il governo nigeriano, a protezione delle chiese cristiane e dei fedeli”.
14 LUG 12
Ultimo aggiornamento: 16:13 | 14 AGO 20
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La strage di cristiani nelle chiese della Nigeria è oggetto di un bollettino di morte che si ripete ogni domenica e in ogni ricorrenza religiosa dall’inizio dell’anno. Contro questo stato di cose, un gruppo di parlamentari del Pdl ha presentato ieri una mozione (prime firmatarie Eugenia Roccella, Fiamma Nirenstein e Souad Sbai) con cui chiede che il nostro governo si attivi “nei confronti dell’Onu, affinché forze di interposizione siano inviate in Nigeria, in coordinamento con il governo nigeriano, a protezione delle chiese cristiane e dei fedeli”. “Chiediamo che non ci si limiti solo alle parole, ma che ci sia una protezione fisica delle persone che vanno a messa, con l’intervento dei caschi blu”, ha detto Eugenia Roccella, mentre Souad Sbai sottolinea come “si parla molto della Siria e del nord Africa, ma su quanto avviene nell’Africa nera permane un silenzio assordante”. Fiamma Nirenstein aggiunge che chiedere l’intervento dei caschi blu può apparire “audace. Ma ci sembra di interpretare un punto di vista necessario”.
I cristiani di Nigeria sono le vittime di una persecuzione che ha prodotto seicento morti dall’inizio dell’anno e più di diecimila nell’ultimo decennio. La mozione afferma che “l’impunità in cui sembrano agire i terroristi ne conferma la forza e la potenza agli occhi del mondo, e rischia di suscitare iniziative analoghe da parte di altri gruppi organizzati, allargando il massacro ad altri territori dove opera il terrorismo di matrice islamica, in nome dell’odio verso i cristiani e verso l’occidente, identificato con la civiltà giudaico cristiana”. Servono quindi “iniziative di solidarietà internazionale a supporto del governo nigeriano, dalla collaborazione bilaterale fino a un possibile intervento dei caschi blu”, perché “il primo interesse delle nazioni è la difesa della libertà di coscienza, di pensiero e di culto”. E ieri un kamikaze si è fatto saltare di fronte a una moschea nel sud del paese, a Maiduguri, dove è attiva la setta islamista Boko Haram, autrice di attacchi contro i cristiani del nord. L’attentato, che ha ucciso cinque persone, puntava probabilmente a eliminare un politico locale e il leader religioso della regione, durante la preghiera del venerdì.