La narrazione, stupid. Quella gran lezione per i nostri liberali (compreso Monti)

Il cuore dell’intervento del “Centre for Policy studies” mi pare sia costituito dall’importanza attribuita alla capacità, oltre che di mettere in campo politiche efficaci, di offrire un’ideologia che le legittimi, che fornisca, cioè, una visione della società che si vuole realizzare e dei principi sui quali si ritiene che essa debba reggersi. Gli autori, a questo proposito, mostrano quali esempi la filosofia sottostante la politica di costruzione di un sistema di welfare dell’Amministrazione Attlee e quella della Nuova destra di Margaret Thatcher. di Sofia Ventura Leggi Perché in Italia non sarà la destra a fare una vera rivoluzione liberale di Andrea Romano Leggi La nuova destra non può nascere se continuerà a lottare per la sopravvivenza di Alessandro Campi Leggi Ma al populismo già il Cav. propose uno sbocco lib. Ora chi ci crederà? di Giovanni Orsina Leggi Un nuovo centrodestra è possibile? Blogger a confronto
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Ultimo aggiornamento: 16:07 | 14 AGO 20
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Pubblichiamo il terzo di una serie di commenti al "manifesto per una nuova destra" pubblicato ieri nel Foglio. Gli altri seguiranno nel corso della giornata.
Il cuore dell’intervento del “Centre for Policy studies” mi pare sia costituito dall’importanza attribuita alla capacità, oltre che di mettere in campo politiche efficaci, di offrire un’ideologia che le legittimi, che fornisca, cioè, una visione della società che si vuole realizzare e dei principi sui quali si ritiene che essa debba reggersi. Gli autori, a questo proposito, mostrano quali esempi la filosofia sottostante la politica di costruzione di un sistema di welfare dell’Amministrazione Attlee e quella della Nuova destra di Margaret Thatcher. In altri termini, quello che si dice è che politiche efficaci necessitano di “narrazioni” in grado di convincere e mobilitare l’opinione rispetto a una chiara direzione. Per un osservatore italiano, la riflessione non è di poco conto.
Non vi è dubbio, infatti, che oggi manchiamo completamente di narrazioni di questo tipo. L’azione del governo Monti, ad esempio, appare indebolita dalla sottovalutazione dell’idea che riforme cruciali, come quelle sin dall’inizio promesse, non possano essere sorrette da una motivazione negativa (“se no, andiamo a fondo”) e da aride considerazioni di bilancio, ma richiedono il racconto di un futuro dove tutti possano davvero sperare in una vita migliore, un racconto necessario per mobilitare l’opinione (e gli interessi diffusi) e fare di essa uno strumento per sconfiggere le resistenze corporative. Questo racconto è mancato e nulla – su questo piano – proviene dai partiti che sostengono l’esecutivo, dove si va dalla parola logora di colui che fu l’autore del “racconto” del ’94, al triste minimalismo del Pd bersaniano, attraverso il grottesco appiattimento “senza se e senza ma” dei centristi in cerca di centralità. Ma gli autori del paper hanno parlato, oltre che di idee, anche di donne e uomini capaci di dare a esse significato agli occhi del cittadino comune. E di questi uomini e donne, in Italia, al momento, non si scorge il profilo.
di Sofia Ventura