Il ministro Di Paola è desiderato in India

Nella bocca di un militare il silenzio è d’oro, ma in quella di un ministro della Difesa? L’ammiraglio Giampaolo Di Paola assomma entrambe le funzioni in un’unica divisa, già di suo decoratissima – è Cavaliere di Gran Croce dell’Ordine di Merito della Repubblica italiana, Gran Croce con Spade dell’Ordine al Merito Melitense, Commendatore con placca dell’Ordine Equestre di San Gregorio Magno, Grand’Ufficiale dell’Ordine Equestre di Sant’Agata, Grand’Ufficiale dell’Ordine dell’Infante Dom Henrique, e molto altro.
27 GIU 12
Ultimo aggiornamento: 07:43 | 13 AGO 20
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Nella bocca di un militare il silenzio è d’oro, ma in quella di un ministro della Difesa? L’ammiraglio Giampaolo Di Paola assomma entrambe le funzioni in un’unica divisa, già di suo decoratissima – è Cavaliere di Gran Croce dell’Ordine di Merito della Repubblica italiana, Gran Croce con Spade dell’Ordine al Merito Melitense, Commendatore con placca dell’Ordine Equestre di San Gregorio Magno, Grand’Ufficiale dell’Ordine Equestre di Sant’Agata, Grand’Ufficiale dell’Ordine dell’Infante Dom Henrique, e molto altro.
Ora, siffatto blasone dovrebbe magnificamente incastonarsi nel servizio offerto a un governo tecnico deputato a salvare l’Italia. Ma purtroppo, dopo il giuramento, del ministro Di Paola si sono perse le tracce fin da subito. Avremmo voluto, anzi vorremmo ancora sentirlo tuonare contro la reclusione dei nostri due Marò nel carcere di uno staterello indiano devoto ai pirati, e invece nulla o quasi (ora sono in libertà su cauzione, non sarebbe così difficile un bel blitz per riportarceli a casa). Ma il dossier giace abbandonato interamente nelle mani della nostra diplomazia.
A che serve un ministro-militare, se non pure a difendere il rango (e la libertà!) dei nostri uomini d’arme? Non è tutto. Ci piacerebbe sapere che cosa pensa il ministro Di Paola delle missioni di pace e di guerra, dei nostri soldati uccisi e di quelli vivi. Ma – forse per distrazione nostra – non c’è mai arrivata l’eco di una sua conferenza stampa nitida e fragorosa, non abbiamo avvertito la grinta marziale di un ufficiale che afferra la sua materia per dominarla. Foss’anche per dire la sua sulla dismissione delle caserme e sulla riqualificazione dei settori strategici della Difesa. Si sa che per lui l’organico attuale è smisurato, e che sono previsti tagli per circa 40-50 mila uomini e nel settore dei mezzi. E che il programma di acquisto dei 131 caccia F-35 è stato rivisto. Sul piano dei conti della serva l’Esercito è ben avviato, dormiremo sereni. Ma il prestigio è un’altra cosa, chiedetelo a un qualsiasi Marò, anche se non è decorato da Cavaliere di Gran Croce.