Obama uccide e io non so cosa mettermi

Negli ultimi dieci giorni i droni inviati da Barack Obama hanno colpito per sette volte la regione del Waziristan, il lembo di Pakistan dove sono arroccati terroristi di varie affiliazioni. Gli aerei senza pilota cercavano con particolare insistenza Abu Yahya al Libi, fedelissimo di Osama bin Laden che ha avuto una decisiva promozione quando Ayman al Zawahiri ha preso il comando di al Qaida.
6 GIU 12
Ultimo aggiornamento: 15:29 | 20 AGO 20
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Negli ultimi dieci giorni i droni inviati da Barack Obama hanno colpito per sette volte la regione del Waziristan, il lembo di Pakistan dove sono arroccati terroristi di varie affiliazioni. Gli aerei senza pilota cercavano con particolare insistenza Abu Yahya al Libi, fedelissimo di Osama bin Laden che ha avuto una decisiva promozione quando Ayman al Zawahiri ha preso il comando di al Qaida. Il 28 maggio al Libi è stato ferito; lunedì una sventagliata ha distrutto la sua casa e la macchina che usava solitamente per gli spostamenti.
Sedici persone sono state uccise dai missili e per quasi un giorno gli ufficiali di Washington non sono stati in grado di confermare se l’ideologo, combattente e poeta del jihad evaso dalla prigione di Bagram nel 2005 fosse effettivamente stato ucciso. Poi la conferma è arrivata, e a Washington il presidente ha provato una sensazione nota, visto il ritmo forsennato con cui ordina all’intelligence di bombardare le zone infestate finché gli obiettivi non sono stati colpiti a morte.
Nell’ultimo anno il presidente ha fatto uccidere almeno una dozzina di figure di alto profilo nella gerarchia del terrore, con una campagna di bombardamenti mirati che non ha precedenti. Naturale che la sinistra che lo aveva sostenuto in nome della pacificazione globale e delle mani tese non sia esattamente soddisfatta della china su cui s’è messo il presidente, che con ogni missile indirizzato ai terroristi peggiora anche le relazioni già impossibili con Islamabad, alla faccia del multilateralismo. Ma ora è più semplice rendere silenziosamente onore al commander in chief.