Il germe armato e gli anticorpi

L’attentato contro il dirigente dell’Ansaldo Roberto Adinolfi, con ogni probabilità di matrice terroristica, segna la ripresa del partito armato che ha insanguinato l’Italia e non solo l’Italia negli anni Settanta. I Gruppi armati proletari che ne hanno tratto spunto per inneggiare alla “giustizia proletaria ai fini della rivoluzione” agiscono secondo la prassi della propaganda armata, quella che fece da premessa all’esplosione della catena di assassinii delle Brigate rosse.
10 MAG 12
Ultimo aggiornamento: 13:35 | 23 AGO 20
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L’attentato contro il dirigente dell’Ansaldo Roberto Adinolfi, con ogni probabilità di matrice terroristica, segna la ripresa del partito armato che ha insanguinato l’Italia e non solo l’Italia negli anni Settanta. I Gruppi armati proletari che ne hanno tratto spunto per inneggiare alla “giustizia proletaria ai fini della rivoluzione” agiscono secondo la prassi della propaganda armata, quella che fece da premessa all’esplosione della catena di assassinii delle Brigate rosse. Molti osservatori sottolineano le differenze della stagione attuale da quella in cui si affermò l’azione terroristica, con argomenti oggettivi e spesso convincenti.
Giorgio Napolitano ha parlato di una tragedia che “non si ripeterà, nemmeno in forme di bieca e sempre micidiale farsa”, esprimendo un auspicio condiviso da tutte le persone responsabili. Tuttavia sarebbe un errore trarre da queste giuste analisi la convinzione che non ci sia un reale pericolo di rinascita di formazioni terroristiche. E’ probabilmente superata anche in quel campo l’impostazione organizzativa di stampo leninista, non si può innestare la violenza su una rivendicazione tendenzialmente di massa di un “potere operaio”. Però il germe del terrorismo non dà necessariamente la stessa forma ai suoi frutti avvelenati.
Oggi esiste lo spazio per iniziative puntuali, sviluppate da minuscoli gruppi o addirittura da singoli, che poi si connettono a posteriori in un disegno attraverso interpretazioni ideologiche diffuse dalla rete informatica. Un terrorismo a bassa intensità, che guarda all’area antagonistica cercando di proporsi come sbocco possibile a lotte senza speranza di successo, è una prospettiva già vista nell’azione degli anarco-insurrezionalisti, in vari paesi europei. La società italiana ha gli anticorpi per combattere questi fenomeni aberranti, a patto che non chiuda gli occhi accontentandosi di analisi tranquillizzanti.