Avere un Grillo per la testa

Grillo sarà un demagogo, ma la demagogia è la perfezione dellademocrazia, come vuole la teoria politica e l'esperienza storica. Cleone èl'antenato di Grillo, entrambi cuoiai, conciano pelli e da ogni conciaturaesala odore di carogna. Non basta sdegnarsi per frenarne l'irruenza, Grilloricorre al fuoco greco per incendiare le navi in rada della politicaitaliana. Sarà pure un funambolo, ma non è privo di artifici per suscitarelo sdegno della folla, che è il simmetrico politico della meravigliacircense. L'ultima sua invettiva palermitana non è priva di una irridenteverosimiglianza; dire che la mafia rispetta più dello stato le sue vittimeperché si limita a chiedere il pizzo e non a strangolare i suoi polli,potrà risultare uno sproposito per i cultori della dottrina giuridica dellostato, ma non al senso comune di chi si vede ogni giorno sottoposto allaesosità fiscale, che induce molti insolventi al suicidio. Che differenzac'è tra chi è impallinato perché si sottrae alla estorsione malavitosa echi si ammazza per sottrarsi alle ingiunzioni di Equitalia, se non che gliuni entrano nel catalogo degli appuntati con le medaglie della civica virtùe gli altri destinatari del sospetto di essere pubblici evasori? Il giudiziopubblico è radicale, non fa differenze tra le morti e "in interiore homine"talvolta le ragioni degli scellerati sono prevalenti sulle nobili prosopopeedei sedicenti onesti.