Preghiere e contropreghiere
I primi a proporre una veglia di preghiera contro la riforma sanitaria di Obama sono stati quelli della Christian Defense Coalition. Il reverendo Patrick Mahoney ha convocato per il 25 marzo un raduno di fedeli davanti al palazzo della Corte suprema, dove il giorno successivo i giudici prenderanno a discutere della costituzionalità della riforma. Secondo il programma dovrebbero apparire sulla gradinata marmorea della Corte 3.300 fiori che faranno da “testimoni profetici” dei 3.300 bambini che ogni giorno vengono abortiti in America.

I primi a proporre una veglia di preghiera contro la riforma sanitaria di Obama sono stati quelli della Christian Defense Coalition. Il reverendo Patrick Mahoney ha convocato per il 25 marzo un raduno di fedeli davanti al palazzo della Corte suprema, dove il giorno successivo i giudici prenderanno a discutere della costituzionalità della riforma. Secondo il programma dovrebbero apparire sulla gradinata marmorea della Corte 3.300 fiori che faranno da “testimoni profetici” dei 3.300 bambini che ogni giorno vengono abortiti in America, ma l’essenza dell’appuntamento sarà l’elevazione di una preghiera perché i giudici, illuminati dallo spirito, si risolvano a revocare una legge che, dicono i critici, “distrugge la libertà religiosa e costringe i contribuenti a finanziare l’aborto”. Che non si tratti di una preghiera generica ma specifica lo ha spiegato Mahoney: “Pregheremo che la Corte dichiari la riforma incostituzionale e che il Congresso passi a una nuova legge”.
Al raduno di preghiera d’ambiente pro life la Casa Bianca ha risposto con piglio altrettanto religioso, ma di segno opposto. Gli uomini di Obama hanno reclutato una dozzina di gruppi cristiani di sensibilità democratica per organizzare una controveglia di preghiera. Pastori e fedeli si troveranno sugli stessi gradini dei loro correligionari che per chiedere allo stesso Dio di produrre un risultato diverso, cioè la felice approvazione della riforma sanitaria universale. Una “guerra in cielo”, come direbbe lo scrittore Charles Williams, ma anche molto terrena, e che ha fatto infuriare il reverendo organizzatore dell’adunata originaria: “Il presidente usa la preghiera e la fede come merci invece di concepirle come convinzioni e valori. La sua veglia di preghiera è legata a una campagna per influenzare le opinioni sull’Obamacare”. Mahoney punzecchia con successo la religiosità esibita da Obama con studiata intermittenza, ma non giustifica in modo esaustivo l’esibizione di muscoli spirituali per convertire la Corte. Rivolgere richieste al cielo è naturalmente legittimo. Solitamente però conviene almeno mettersi d’accordo, a suon di ragioni, su cosa valga la pena domandare al comune interlocutore.
Al raduno di preghiera d’ambiente pro life la Casa Bianca ha risposto con piglio altrettanto religioso, ma di segno opposto. Gli uomini di Obama hanno reclutato una dozzina di gruppi cristiani di sensibilità democratica per organizzare una controveglia di preghiera. Pastori e fedeli si troveranno sugli stessi gradini dei loro correligionari che per chiedere allo stesso Dio di produrre un risultato diverso, cioè la felice approvazione della riforma sanitaria universale. Una “guerra in cielo”, come direbbe lo scrittore Charles Williams, ma anche molto terrena, e che ha fatto infuriare il reverendo organizzatore dell’adunata originaria: “Il presidente usa la preghiera e la fede come merci invece di concepirle come convinzioni e valori. La sua veglia di preghiera è legata a una campagna per influenzare le opinioni sull’Obamacare”. Mahoney punzecchia con successo la religiosità esibita da Obama con studiata intermittenza, ma non giustifica in modo esaustivo l’esibizione di muscoli spirituali per convertire la Corte. Rivolgere richieste al cielo è naturalmente legittimo. Solitamente però conviene almeno mettersi d’accordo, a suon di ragioni, su cosa valga la pena domandare al comune interlocutore.