Sindrome Stinger sulla Siria

Sembrava che in Siria la fase istruttoria del caso morale potesse procedere spedita. La scena di quello che succede giorno per giorno è chiara: da una parte l’asse nazionalsocialista-sciita tra il partito unico Baath di Bashar el Assad e il governo dell’Iran, spalleggiato in Consiglio di sicurezza da Russia e Cina, dall’altra i civili disarmati, massacrati nelle strade durante le proteste, e ora finalmente difesi da un servizio d’ordine coraggioso quanto poco armato che si fa chiamare Esercito libero di Siria.
18 FEB 12
Ultimo aggiornamento: 23:10 | 15 AGO 20
Immagine di Sindrome Stinger sulla Siria
Sembrava che in Siria la fase istruttoria del caso morale potesse procedere spedita. La scena di quello che succede giorno per giorno è chiara: da una parte l’asse nazionalsocialista-sciita tra il partito unico Baath di Bashar el Assad e il governo dell’Iran, spalleggiato in Consiglio di sicurezza da Russia e Cina, dall’altra i civili disarmati, massacrati nelle strade durante le proteste, e ora finalmente difesi da un servizio d’ordine coraggioso quanto poco armato che si fa chiamare Esercito libero di Siria. “E così non dovremmo mandare armi ai siriani? – ha detto il senatore John McCain – Ditelo agli iraniani e ai russi”.

Sintesi sanguigna, ma efficace. Tutto facile dunque: lasciamo che gli oppositori si proteggano armi in pugno (quelle che gli manderà l’occidente) dalle colonne corazzate degli Assad, del resto lo abbiamo già fatto in Libia. E invece, peggio che in Libia, il quadro si sta complicando di ora in ora. Giovedì il direttore dell’intelligence americana, James Clapper, ha detto che al Qaida in Iraq si sta mescolando con l’opposizione siriana. Il flusso di terroristi e armi che durante la guerra scorreva da Damasco verso Baghdad si è invertito e ora va a ritroso: le autobomba che hanno colpito bersagli governativi nella capitale e ad Aleppo sono opera degli stessi che attaccano i mercati e i palazzi della capitale irachena. E’ abbastanza per proiettare sulla resistenza siriana l’ombra di una sindrome Stinger, o sindrome Bin Laden, ovvero il ricordo doloroso della guerra dei mujaheddin contro l’Unione sovietica che negli anni Ottanta fece da incubatrice ad al Qaida e all’orrore infinito che seguì.

Gli Stinger sono quei missili terra-aria distribuiti dagli americani con cui gli afghani fecero strage di aerei russi. Salvo che poi la Cia penò un decennio per recuperare quelli che non erano stati utilizzati, sospettando che potessero essere usati contro aerei di linea civili scelti come bersaglio dagli estremisti. Ieri i ribelli di Homs, la Sarajevo sunnita, hanno annunciato la creazione di una brigata di martiri votata agli attacchi suicidi. I toni e le parole ricalcano quelli dei gruppi iracheni, anche se per ora la deriva ultraviolenta e settaria non c’è. I paramilitari del governo, secondo la Bbc, hanno cominciato a decapitare i prigionieri. I ribelli rispondono uccidendo i loro. Immettereste altre armi in questo scenario? Il caso morale si è di colpo offuscato.