La legge del bipolarismo
Tra le riforme che sembra possibile e sarebbe senz’altro utile concordare durante l’attuale fase particolare di sospensione dell’alternanza, ce n’è una, quella del sistema elettorale, che può essere sbloccata solo da un accordo esplicito tra i due maggiori partiti, che condividono l’interesse al mantenimento di un sistema politico basato sul bipolarismo.

Tra le riforme che sembra possibile e sarebbe senz’altro utile concordare durante l’attuale fase particolare di sospensione dell’alternanza, ce n’è una, quella del sistema elettorale, che può essere sbloccata solo da un accordo esplicito tra i due maggiori partiti, che condividono l’interesse al mantenimento di un sistema politico basato sul bipolarismo. L’attuale meccanismo di voto, pur con vistosi difetti, spinge verso il confronto tra coalizioni che si contendono il premio di maggioranza. Può essere corretto nei suoi aspetti più critici, la difformità del sistema per Camera e Senato, l’assenza di una soglia minima per l’applicazione del premio, la concentrazione di potere nelle segreterie nazionali dei partiti che stilano il “listone” che allontana troppo gli eletti dagli elettori. Oppure si può adottare un sistema diverso, che contenga una correzione maggioritaria implicita, come accade nel sistema uninominale britannico, nel doppio turno francese o nel meccanismo spagnolo che evita il recupero dei resti al di fuori dei collegi elettorali. Il problema “tecnico” può avere diverse soluzioni, a patto che sia chiara la scelta politica di fondo.
In assenza di una convergenza esplicita di Pdl e Pd nella difesa del bipolarismo, da sostenere anche senza il concorso dei centristi, interessati invece a un sistema che consenta loro di scegliere le alleanze dopo il voto, si rischia di espropriare l’elettorato del diritto di scegliere chi deve governare. Naturalmente le formazioni minori protesteranno, denunceranno “l’inciucio” tra Pdl e Pd, ma questo va messo nel conto. In realtà il sistema dell’alternanza è quello che ha consentito e consentirebbe a tutte le espressioni politiche di partecipare alla competizione per il governo. Se sentono la responsabilità di guidare schieramenti alternativi, i maggiori partiti non possono sottrarsi a questa prova, dalla quale in definitiva dipende la loro funzione politica.
In assenza di una convergenza esplicita di Pdl e Pd nella difesa del bipolarismo, da sostenere anche senza il concorso dei centristi, interessati invece a un sistema che consenta loro di scegliere le alleanze dopo il voto, si rischia di espropriare l’elettorato del diritto di scegliere chi deve governare. Naturalmente le formazioni minori protesteranno, denunceranno “l’inciucio” tra Pdl e Pd, ma questo va messo nel conto. In realtà il sistema dell’alternanza è quello che ha consentito e consentirebbe a tutte le espressioni politiche di partecipare alla competizione per il governo. Se sentono la responsabilità di guidare schieramenti alternativi, i maggiori partiti non possono sottrarsi a questa prova, dalla quale in definitiva dipende la loro funzione politica.