La ressa bancaria allo sportello Draghi (per ora) non rassicura i mercati

Grande richiesta, ergo grande bisogno. E’ in base a questo criterio che gli investitori hanno interpretato la partecipazione straordinaria delle banche del Vecchio continente all’asta di liquidità tenuta ieri dalla Banca centrale europea per far affluire fondi al sistema creditizio.
21 DIC 11
Ultimo aggiornamento: 18:16 | 5 AGO 20
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Grande richiesta, ergo grande bisogno. E’ in base a questo criterio che gli investitori hanno interpretato la partecipazione straordinaria delle banche del Vecchio continente all’asta di liquidità tenuta ieri dalla Banca centrale europea per far affluire fondi al sistema creditizio. Gli istituti europei – 523 di loro per la precisione, tra cui 14 italiani – hanno preso in prestito la cifra record di 489 miliardi di euro (oltre 110 in Italia), offerti dalla Bce per tre anni a un tasso molto contenuto dell’1 per cento. I prestiti a scadenza di 1.134 giorni sono una novità nella storia dell’Eurotower, annunciata dal presidente Mario Draghi lo scorso 8 dicembre nell’ambito di una serie di misure “non convenzionali” di sostegno all’economia. L’operazione monstre sarà replicata a febbraio, con l’intenzione dichiarata di sbloccare le vene all’interno delle quali scorre il credito per imprese e cittadini. D’altronde da mesi le banche guardano con sempre maggiore attenzione a Francoforte per le loro esigenze di rifinanziamento, soprattutto da quando l’accesso ai mercati si è complicato e i fondi monetari americani hanno iniziato a ritirarsi dall’Europa. Secondo un rapporto di Fitch pubblicato questa settimana, dalla fine di maggio a oggi i cosiddetti “Money market funds” hanno ridotto del 45 per cento la loro esposizione verso le banche europee (del 63 per cento verso gli istituti francesi).
Si spiega anche così, dunque, la corsa delle banche allo sportello Bce. Una corsa tanto impetuosa da superare le stime degli analisti di Reuters e Bloomberg che parlavano di richieste per circa 300 miliardi di euro. La boccata d’ossigeno evidentemente era attesa, e per questo le Borse ieri mattina hanno aperto in terreno positivo e hanno continuato a salire fino al momento dell’asta. Poi però i listini sono tornati a segnare perdite ovunque: Francoforte meno 0,95 per cento, Parigi meno 0,82, Milano meno 0,97. Il paradosso, secondo gli analisti, è che proprio l’intensità della domanda delle banche alla Bce avrebbe certificato lo stato di difficoltà strutturale degli istituti, sui quali pendono ancora richieste piuttosto drastiche e costose di ricapitalizzazione.