Chi è Rifkin, il guru pacifista che vuole dare consigli pure a Monti
Neanche il tempo materiale di insediarsi sullo scranno, che già il nuovo premier incaricato Mario Monti è stato oggetto di attenzioni da parte di uno dei personaggi più grotteschi che esistano, Jeremy Rifkin. Il guru del pacifismo globale, si è subito attivato propinando pubblicamente a Monti il suo diktat in materia economica: "Puntare tutto sulla green economy".

Il suo profilo professionale è lanciato dalla livorosa invettiva dal 1995, con il libro campione di copie vendute "La fine del lavoro: il declino della forza lavoro globale e l'avvento dell'era post-mercato", in cui il miliardario americano assicura la fine definitiva del lavoro entro l'anno 2000, ipotizzando il totale sopravvento delle macchine sull'essere umano. Come ogni profezia catastrofista che si rispetti, un colossale buco nell'acqua.
L'ultima opera di saggistica firmata da Rifkin appare stranamente meno Orwelliana delle precedenti. Con "La civiltà dell'empatia", datato 2010 ma ripubblicato da Mondadori appena qualche mese fa, lo studioso dimostra una capacità di rielaborazione assolutamente non comune. Nella distanza che intercorre tra empatia ed entropia, le tesi sono infarcite di complottismi, cattivi propositi e giudizi quantomeno curiosi su personaggi arcinoti: Freud è un "vergognoso maschilista", il linguista Noam Chomsky un "antropocentrica", Adam Smith un "inguaribile altruista".
Per l'inquadratura finale del personaggio, le comparsate in video: oltre ad essere opinionista di illustri quotidiani come il britannico "The Guardian" e lo spagnolo "El Pais", Jeremy Rifkin è anche protagonista di uno dei Dvd promossi e realizzati da Beppe Grillo, che con l'ausilio di Greenpeace ha editato "Terra Reloaded", documentario che per 69 minuti demonizza il nucleare assurgendo alla gloria terrena il business dell'energia ecocompatibile. Ma c'è di più. In quasi tutti i comunicati ufficiali redatti da società a lui vicine, Rifkin viene appellato come Premio Nobel per l'economia. Come è facilmente verificabile, dal 1901 ad oggi nessun Nobel per l'economia risponde al nome di Jeremy Rifkin: Non solo di verità assolute - dunque - si fregerebbe il pacifista americano, ma anche di titoli che non gli competono.
L'ultima opera di saggistica firmata da Rifkin appare stranamente meno Orwelliana delle precedenti. Con "La civiltà dell'empatia", datato 2010 ma ripubblicato da Mondadori appena qualche mese fa, lo studioso dimostra una capacità di rielaborazione assolutamente non comune. Nella distanza che intercorre tra empatia ed entropia, le tesi sono infarcite di complottismi, cattivi propositi e giudizi quantomeno curiosi su personaggi arcinoti: Freud è un "vergognoso maschilista", il linguista Noam Chomsky un "antropocentrica", Adam Smith un "inguaribile altruista".
Per l'inquadratura finale del personaggio, le comparsate in video: oltre ad essere opinionista di illustri quotidiani come il britannico "The Guardian" e lo spagnolo "El Pais", Jeremy Rifkin è anche protagonista di uno dei Dvd promossi e realizzati da Beppe Grillo, che con l'ausilio di Greenpeace ha editato "Terra Reloaded", documentario che per 69 minuti demonizza il nucleare assurgendo alla gloria terrena il business dell'energia ecocompatibile. Ma c'è di più. In quasi tutti i comunicati ufficiali redatti da società a lui vicine, Rifkin viene appellato come Premio Nobel per l'economia. Come è facilmente verificabile, dal 1901 ad oggi nessun Nobel per l'economia risponde al nome di Jeremy Rifkin: Non solo di verità assolute - dunque - si fregerebbe il pacifista americano, ma anche di titoli che non gli competono.