La stangata alle banche spagnole

Nonostante le lodi ricevute da Angela Merkel, l’economia spagnola esce tra le più penalizzate per effetto delle decisioni del vertice europeo. L’autorità bancaria europea ha calcolato che cinque banche spagnole, compresi i due colossi nazionali, Santander e Bbva, debbono ricapitalizzare, nell’insieme, per ben 26 miliardi, circa un quarto dell’ammontare complessivo dell’esigenza di capitale del sistema bancario europeo, che è di 106 miliardi.
27 OTT 11
Ultimo aggiornamento: 23:04 | 22 AGO 20
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Nonostante le lodi ricevute da Angela Merkel, l’economia spagnola esce tra le più penalizzate per effetto delle decisioni del vertice europeo. L’autorità bancaria europea ha calcolato che cinque banche spagnole, compresi i due colossi nazionali, Santander e Bbva, debbono ricapitalizzare, nell’insieme, per ben 26 miliardi, circa un quarto dell’ammontare complessivo dell’esigenza di capitale del sistema bancario europeo, che è di 106 miliardi.
Per giunta bisogna considerare che in realtà le cinque banche considerate (a eccezione di Bankia) sono tra le più solide del paese, mentre le casse di risparmio territoriali, capillarmente diffuse, dovranno fronteggiare l’effetto dello scoppio della bolla immobiliare, che non è stata considerata nei calcoli dei tecnici europei. Il governo spagnolo uscente del socialista Zapatero, che è stato costretto ad accettare l’accordo (ma poi i soloni dei grandi giornali ci spiegano che quello commissariato sarebbe il nostro, di governo) non commenta, ma tocca al leader dell’opposizione, Mariano Rajoy, sottolineare l’effetto depressivo che avrà la domanda di capitali da parte delle banche, in una fase in cui dovrebbero invece concorrere a finanziare le imprese minori, la cui crisi ha già portato il tasso di disoccupazione spagnolo attorno al 22 per cento.
La pressione sulle banche, che viene giustificata dall’esigenza di evitare ripercussioni dall’abbattimento del valore dei titoli greci detenuti, in realtà è diventata un altro tassello di una politica rigorista a senso unico. Le banche tedesche e francesi, che detengono la maggior parte dei titoli greci, sono appena sfiorate (come quelle italiane, tutto sommato, che però hanno in portafoglio quote trascurabili di titoli ellenici) e questo ha suscitato la protesta, non infondata, dei commentatori spagnoli. Il vero problema, però, sta nell’economia reale che continua a erodere l’occupazione e che produce anche meno entrate fiscali nonostante le misure di inseverimento adottate da José Luis Rodríguez Zapatero sotto dettatura tedesca.