Mandiamo in pensione Tina (“There Is No Alternative”)

Facciamo finta che il punto non sia il giudizio sull’operato del governo Berlusconi, che diamo per acquisito (malissimo, comunque).  Ma che la questione sia, piuttosto, se esista o meno un’alternativa. Capace di vincere le elezioni e poi di governare. Facciamo finta. di Nomfup – nomfup.wordpress.com
23 GIU 11
Ultimo aggiornamento: 04:08 | 9 AGO 20
Immagine di Mandiamo in pensione Tina (“There Is No Alternative”)
Facciamo finta che il punto non sia il giudizio sull’operato del governo Berlusconi, che diamo per acquisito (malissimo, comunque). Ma che la questione sia, piuttosto, se esista o meno un’alternativa. Capace di vincere le elezioni e poi di governare. Facciamo finta. Come se, poi, il “cantiere” o il “laboratorio” contassero davvero. O le leadership avessero mantenuto quel carattere salvifico e redentore che abbiamo già visto fallire quante volte. Non è tanto – o solo – di programmi e di capi che ha bisogno l’opposizione. Perché di idee e di capacità di leadership ce n’è. Ma entrambe hanno bisogno di un kairós, di un momento opportuno, di un varco da aprire e cogliere. E questo è dato non così, semplicemente come un’occasione offerta dal crepuscolo di una stagione politica, né da un allineamento degli astri su cui non è possibile influire. Ma come una situazione, un Sitz im Leben da determinare. Un clima, oggi si porta tanto (il “vento” che cambia). 



Esempio: la misera figura del ministro Brunetta.
Meno di un paio di anni fa, la sua uscita – sempre la stessa - sarebbe stata salutata da entusiastici editoriali, ricostruzioni e approfondimenti sull’impiego pubblico in Italia e la salutare scossa riformatrice di cui avrebbe bisogno il Paese. Oggi, invece, descrive la fuga a gambe levate di fronte alle proprie responsabilità di una classe dirigente isolata, illividita, rancorosa. E’ cambiato il contesto in cui le cose avvengono, tutto qui. Ecco, questo si chiede a una opposizione che ambisca di diventare maggioranza e di governo. Di sintonizzarsi, aggiornare i files, preoccuparsi dei follower oltre che dei leader. Prepararsi ad offrire un racconto a questo Paese, un racconto di questo Paese, che somigli più al posto in cui vorremmo vivere che a quello in cui ci troviamo a vivere. E mandare in pensione TINA (“There Is No Alternative”), facendosi trovare pronti all’appuntamento.
di Nomfup nomfup.wordpress.com