Frattini richiama l'ambasciatore italiano
Mitterrand a Brasilia
Il Brasile crede di essere la Francia di trent’anni fa: preferisce coccolarsi un omicida come Cesare Battisti piuttosto che seguire l’Europa nell’età adulta delle nazioni che hanno vinto e storicizzato gli anni di piombo. Il diniego all’estradizione e la scarcerazione dell’uomo che fu terrorista delinquenziale in Italia suonano scontate ma sono la causa efficiente di una brutta frattura. Leggi La decisione di Lula su Battisti è semplicemente inaccettabile di Giuliano Ferrara

Il Brasile crede di essere la Francia di trent’anni fa: preferisce coccolarsi un omicida come Cesare Battisti piuttosto che seguire l’Europa nell’età adulta delle nazioni che hanno vinto e storicizzato gli anni di piombo. Il diniego all’estradizione e la scarcerazione dell’uomo che fu terrorista delinquenziale in Italia, giallista a Parigi sotto l’egida slabbrata della dottrina Mitterrand, e che ora beneficia di una corrività giudiziaria alla sudamericana, suonano scontate ma sono la causa efficiente di una brutta frattura. Battisti non è un “perseguitato” nemmeno nella fantasia rivoluzionaria più spiccata, lo attendevamo qui per metterlo di fronte a una condanna provocata dai suoi crimini comuni.
Il fatto che il suo processo fosse avvenuto in contumacia avrebbe potuto indurre la magistratura italiana a riesaminare carte e prove, sine ira ac studio, ma certo non derubrica i diritti di uno stato sovrano e non autorizza i togati brasiliani ad apostrofare i colleghi italiani come persecutori di Battisti, che resta un malacarne. Se esiste un lato positivo della vicenda sta nella risposta corale – tranne isolate stonature – delle nostre istituzioni. Al confronto del presidente Giorgio Napolitano (“una decisione deplorevole”) il premier Berlusconi è apparso perfino compassato: “La decisione non tiene conto delle legittime aspettative di giustizia del popolo italiano e dei familiari delle vittime”.
Sintesi perfetta quella della vedova D’Antona (Pd): “Mi sento offesa sia come familiare di vittima del terrorismo sia come cittadina italiana per la evidente disistima dimostrata verso le istituzioni democratiche del mio paese”. Fra trent’anni, forse, il Brasile capirà che cosa significa.
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