Ora la Fiom in fabbrica suggerisce di dire “sì” a Marchionne

Dire “sì” al padrone, a Sergio Marchionne, per non sentirsi dire “no” dai propri lavoratori-iscritti: questa la situazione paradossale nella quale sembra trovarsi oggi la Fiom, la federazione dei metalmeccanici della Cgil. Ieri mattina infatti, nel corso dell’affollata assemblea dei lavoratori allo stabilimento dell’ex Carrozzeria Bertone di Grugliasco (Torino), dove i dipendenti sono chiamati a votare fino alle 18 di stasera sul piano di investimento proposto da Fiat, i delegati di fabbrica della Fiom hanno invitato i lavoratori a votare “sì” al referendum.
3 MAG 11
Ultimo aggiornamento: 07:38 | 19 AGO 20
Immagine di Ora la Fiom in fabbrica suggerisce di dire “sì” a Marchionne
“Sì”, quindi, ai 500 milioni di euro di investimento promessi da Marchionne per portare la produzione della Maserati a Bertone, ma “sì” anche ai nuovi ritmi di lavoro e alle sanzioni anti assenteismo; “sì” alla clausola di responsabilità che vieta lo sciopero contro l’intesa concordata con il datore di lavoro, etc. Ma cosa è cambiato rispetto alle consultazioni precedenti, ritenute “illegittime” a Pomigliano come a Mirafiori, e dopo che gli stessi delegati Fiom a Mirafiori avevano costituito comitati per il “no” al contratto proposto da Marchionne? Pino Viola, storico esponente Fiom delle Rsu (Rappresentanze sindacali unitarie) di Bertone – “un Cipputi al quadrato” lo definisce chi conosce lo stabilimento – ha così motivato l’indicazione di voto: “I lavoratori delle carrozzerie sono sottoposti a un evidente ricatto, ma non si devono dividere. Non possiamo accettare che la Fiat scarichi la responsabilità di fare l’investimento sui lavoratori”.
Ieri mattina poco dopo le 10, mentre spiegava ai lavoratori le ragioni del “sì”, Viola aveva accanto a sé Maurizio Landini, segretario generale della Fiom, “duro” per eccellenza, “signor no” per i suoi critici. Landini non è stato colto di sorpresa; la Fiom a Grugliasco conta sulla maggioranza assoluta tra i lavoratori sindacalizzati, oltre che sulla maggioranza del voto di fabbrica che elegge le Rsu: “All’ex Bertone non accade nulla che Fiom non sappia”, si dice. E allora perché la segreteria della Fiom continua a dire che “il referendum è illegittimo”, mentre i suoi rappresentanti in fabbrica chiedono di votare sì e assicurano che rispetteranno la volontà dei lavoratori? Landini definisce quello di Viola e colleghi un atto di “legittima difesa”, e aggiunge: “Come Fiom rispettiamo la posizione delle Rsu”. Per sintetizzare la linea del vertice: la posizione Fiom è sempre la stessa; ma “la situazione” è cambiata rispetto a Pomigliano e Mirafiori.
Per il segretario torinese della Fim-Cisl, Claudio Chiarle, il “sì” al referendum delle Rsu “è una svolta importante da sostenere”, ma una posizione “in palese contrasto” con la Fiom nazionale. Rincara la dose Eros Panicali, responsabile Auto della Uilm: “E’ positivo che i delegati di fabbrica della Fiom si siano espressi sul voto e che lo abbiano fatto in modo positivo. Le dichiarazioni della Fiom erano inevitabili, non era pensabile che potesse cambiare posizione visto come ha estremizzato la vicenda da Pomigliano in poi”. Crepe nella Fiom si sono iniziate a vedere già nel pomeriggio, mentre fonti sindacali annunciavano già raggiunto il quorum per il referendum (con il voto di oltre la metà dei 1.100 lavoratori dello stabilimento): “La scelta della Fiom di non combattere come a Pomigliano e a Mirafiori contro l’illegittimità del referendum è grave – ha detto Sergio Bellavita, segretario nazionale delle tute blu della Cgil – al di fuori dei deliberati del Comitato centrale sulla vertenza Fiat”.
Da qui la richiesta di di convocare urgentemente il Comitato centrale: “Una richiesta legittima, perché siamo di fronte a una novità nella posizione della Fiom”, dice al Foglio Fausto Durante, capo della minoranza interna riformista: “Però se questa dei lavoratori dell’ex Bertone è ‘legittima difesa’, come dice Landini e come anch’io credo, era ‘legittima difesa’ pure quella di Pomigliano e Mirafiori”. Per questo Durante conferma la proposta già avanzata per gli altri stabilimenti: “Firma tecnica sull’accordo per gestire la situazione dall’interno”.