L’insubordinazione togata
Nel 1994 a sorpresa Berlusconi vinse le elezioni politiche. Tutto era pronto per la Repubblica delle procure, ma nei progetti codini dei pm d’assalto si intromisero la politica e il popolo. A piani scombinati, oltre a far partire le prime sfortunate indagini contro i beni al sole del tycoon amico dell’odiato Craxi, il partito dei magistrati, di cui l’associazione sindacale (Anm) è sempre stata il portavoce, si esibì in un numero da circo di alta acrobazia.

Ci risiamo. L’Anm e le opposizioni al suo ricasco dicono lagnosi: la nuova norma all’esame delle Camere, che prevede una responsabilità dei magistrati quando è manifesta la violazione dei diritti del cittadino, è un tentativo di intimidazione contro chi vuole solo fare giustizia. Dunque, se la logica ha un senso, in Italia si fa giustizia e si può fare giustizia, secondo questi ineffabili comizianti in toga, violando i diritti dei cittadini. Ci piacerebbe conoscere in merito il parere di tutti coloro che, nel centrosinistra e nell’establishment borghese, si considerano riformisti e liberali.
Quanto alle proteste contro la norma che abbrevia i termini della prescrizione in giudizio per gli incensurati, norma giusta e valida per tutti ma che aiuta Berlusconi a districarsi da un paio di processi dei tanti che lo assediano, certo che è un tentativo di sottrarre il capo del governo e della maggioranza alle grinfie dei suoi persecutori, e come tale va secondo noi rivendicata. Basta con le ipocrisie. Da diciassette anni la magistratura politicizzata fa e disfa i governi, o si prova nell’impresa distruggendo la separazione dei poteri e la procedura, e colpisce in ogni direzione, con il particolare accanimento fazioso noto a tutti verso il nemico assoluto. Ora basta.
Quanto alle proteste contro la norma che abbrevia i termini della prescrizione in giudizio per gli incensurati, norma giusta e valida per tutti ma che aiuta Berlusconi a districarsi da un paio di processi dei tanti che lo assediano, certo che è un tentativo di sottrarre il capo del governo e della maggioranza alle grinfie dei suoi persecutori, e come tale va secondo noi rivendicata. Basta con le ipocrisie. Da diciassette anni la magistratura politicizzata fa e disfa i governi, o si prova nell’impresa distruggendo la separazione dei poteri e la procedura, e colpisce in ogni direzione, con il particolare accanimento fazioso noto a tutti verso il nemico assoluto. Ora basta.
Ferrara, Giuliano. Nato a Roma il 7 gennaio del ’52 da genitori iscritti al partito comunista dal ’42, partigiani combattenti senza orgogli luciferini né retoriche combattentistiche. Famiglia di tradizioni liberali per parte di padre, il nonno Mario era un noto avvocato e pubblicista (editorialista del Mondo di Mario Pannunzio e del Corriere della Sera) che difese gli antifascisti davanti al Tribunale Speciale per la sicurezza dello Stato.
