Fine vitae, morte finale

Per la superbia della medicina ci troviamo nella condizione di dovere estinguere quelli che essa non riesce a far vivere. Curiosa contraddizione: per magnificare la sua potenza si gloria di riuscire a mantenere in vita malati che la natura per sé avrebbe certamente destinati all'Orco, ma dopo aver celebrato i suoi trionfi, per incapacità di dare la vita decreta che è preferibile per essi la morte; perché dunque contendere questo diritto alla natura e delegarlo alle leggi, cioè a loro stessi? Negli ospedali l'obitorio sarà la cripta della infernale cattedrale del superuomo democratico.