Il Pescecane e il Caimano

Infine arrivò Rupert Murdoch, attratto dall’odore del sangue berlusconiano, forse con la malriposta certezza di farne un boccone. Ieri il suo poco disinteressato Times di Londra ha pubblicato una risoluzione strategica travestita da editoriale. Un processo sommario per “abuso di potere”; una requisitoria psicopolitica: “Ha umiliato se stesso, ha svalutato il suo ufficio e ha messo in imbarazzo gli alleati dell’Italia” (anche internazionali); poi le aggravanti a sfondo sessuale.
11 FEB 11
Ultimo aggiornamento: 01:25 | 22 AGO 20
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Negate le attenuanti generiche, nessuna arringa difensiva, sentenza vibrante dopo il rito immediato: “E’ facile insinuare che il primo ministro italiano è un pagliaccio le cui parole e azioni tradiscono vanità e venalità. Sfortunatamente la verità è persino peggiore. Il signor Berlusconi dimostra di non avere alcuna comprensione della distinzione fra ruolo pubblico e gratificazione personale. Abusa dell’ufficio politico per fini suoi e sfida chiunque tenti di fermarlo. E’ ora che questa umiliante e distruttiva farsa finisca”.
Il Times non poteva essere più chiaro. Il Corsera, che l’ha rilanciato su Internet, non poteva essere più ragionevolmente malizioso: “Chissà se le parole del Times riflettono i pensieri della classe dirigente britannica o se sono una vendetta nell’ambito dello scontro fra Murdoch e Berlusconi per il controllo del mercato televisivo”. Fin qui le chiacchiere, poi c’è l’esperienza – la dura legge dei fatti che sovrastano le opinioni, come amava ricordare Churchill – e quella dice che il Caimano finora ha sempre digerito tutto il fango senza smuoversi dal trono, senza lacrime e senza male alla pancia, dove c’è posto anche per un Pescecane in più.