Cinquanta i feriti, fermati alcuni giornalisti stranieri
Cecchini sparano in piazza al Cairo
L'esercito egiziano ha sparato in aria per disperdere sostenitori filo Mubarak e manifestanti anti regime che avevano ingaggiato una violenta sassaiola nella zona. I nuovi scontri hanno causato almeno 50 feriti. Leggi La road map politica della Farnesina per superare la crisi del Cairo - Leggi L’arrivo delle forze pro Mubarak alza il livello dello scontro in piazza - Leggi La leggenda del grande mediatore

L'ex candidato presidenziale Ayman Nour, una delle figure storiche dell'opposizione egiziana, ha respinto l'offerta di colloqui con il vice presidente Omar Suleiman fino a quando rimarrà in carica il presidente Mubarak. "L'unica soluzione è che Mubarak lasci il potere"- ha dichiarato il leader del partito liberaldemocratico El Ghad. La stessa posizione è stata espressa dal premio Nobel Mohammed el Baradei e dai Fratelli Musulmani.
Nella notte spari esplosi contro i manifestanti, provenienti dal ponte 6 ottobre, poco distante da piazza Tahrir, avrebbero causato cinque morti, secondo i dati forniti dal ministro della Sanità Ahmed Samih Farid, dieci, in base a dati comunicanicati da fonti mediche. I feriti sono 836, 86 dei quali ancora in ospedale. L'esercito ha effettuato alcuni arresti tra i manifestanti.
Il leader dell'opposizione, El Baradei ha rifiutato l'offerta di incontro proposta oggi dal premier Ahmed Chafik e dal vicepresidente Omar Suleiman. Ha detto: "Non c'è alcuna possibilità di tornare indietro. Questa è una nuova era, basta guardare i manifestanti negli occhi. Gli egiziani hanno più fiducia, hanno assaporato la libertà e non vogliono tornare indietro".