Una buona notizia

Wi-fi libero! Ieri il governo ha deciso di lasciar esaurire con la naturale scadenza del 31 dicembre la legge Pisanu, che dal 2005 impone procedure di registrazione barocche a chi voglia collegarsi a Internet senza fili da un luogo pubblico. La norma, concepita nella logica della guerra al terrorismo, intendeva garantire l’identificazione degli internauti, ma si è rivelata inefficace e – come ha riconosciuto il ministro dell’Interno, Roberto Maroni – è stata rapidamente superata dalla tecnologia.
5 NOV 10
Ultimo aggiornamento: 02:39 | 6 AGO 20
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Del resto, la durezza italiana non trova riscontri negli altri paesi con caratteristiche simili al nostro. Pur se l’obiettivo era nobile, non abbiamo fatto altro che erigere delle barriere che hanno determinato una condizione di sottosviluppo tecnologico. Tant’è che le richieste di intervento si sono fatte più forti e più diffuse.
Fa piacere che l’opposizione, per bocca dell’ex ministro Paolo Gentiloni, abbia abbandonato i toni truci dell’“intercettateci tutti” per approvare la liberalizzazione dell’accesso a Internet. Unica voce controcorrente quella del procuratore antimafia Piero Grasso: “Dietro questi Internet point e queste reti wi-fi… si possono trovare anche terroristi, pedofili e mafiosi”. Se è per questo, anche per strada o al bar, ma non è una buona ragione per registrare tutti quelli che escono di casa.
Se davvero l’unico modo di combattere mafiosi e terroristi è rinunciare all’abc delle nostre libertà, allora abbiamo perso in partenza. Viva l’Italia normale, viva la rete libera e bipartisan.