Alle spalle della Cina s’avvicina inesorabile il sorpasso dell’India

La ripresa asimmetrica post crisi sta ridisegnando gli equilibri economici globali a ritmi inaspettati: in corso non c’è soltanto il generico rafforzamento dei mercati orientali, ma anche uno spostamento del baricentro all’interno dell’Asia. Lunedì è arrivato l’annuncio del sorpasso del pil cinese ai danni del Giappone, ma dal 2013 la tendenza “centripeta” nel continente asiatico si rafforzerà con il sorpasso indiano su Pechino.
19 AGO 10
Ultimo aggiornamento: 16:55 | 8 AGO 20
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La ripresa asimmetrica post crisi sta ridisegnando gli equilibri economici globali a ritmi inaspettati: in corso non c’è soltanto il generico rafforzamento dei mercati orientali, ma anche uno spostamento del baricentro all’interno dell’Asia. Lunedì è arrivato l’annuncio del sorpasso del pil cinese ai danni del Giappone, ma dal 2013 la tendenza “centripeta” nel continente asiatico si rafforzerà con il sorpasso indiano su Pechino. Secondo un rapporto appena pubblicato da Morgan Stanley, infatti, l’ex colonia britannica tra 2013 e 2015 vedrà aumentare il tasso di crescita del suo pil in una forbice tra il 9 e il 9,5 per cento, mentre la Cina scenderà gradualmente a più 8 per cento.

Tra due anni, sostiene Chetan Ahya,
che per l’istituto di credito americano è managing director in Asia, “assisteremo a un’evidente divergenza dei ritmi di crescita”. A fornire una marcia in più all’India contribuiranno la crescente integrazione con i mercati internazionali, lo sviluppo demografico e il coraggio “riformatore” che finora ha albergato a New Delhi. Mentre la globalizzazione coinvolge tutti, l’andamento demografico indiano è particolarmente fortunato: nel paese l’età media è oggi tra le più basse del globo (26 anni), e lo sviluppo abbatterà ulteriormente i tassi di mortalità, aumentando la proporzione dei cittadini in età lavorativa. Nel 2020 l’India avrà 136 milioni di lavoratori in più, la Cina 20. Per alcuni anni ci saranno più braccia per produrre e meno braccia a riposo per cui dover risparmiare.

Il boom demografico non porta solo buone notizie: tra 1990 e 2007 i poveri sono cresciuti da 466 a 489 milioni. Anche per questo le scelte di politica economica del governo, spiega Morgan Stanley, saranno cruciali. Intanto però i salari del settore outsourcing, in India, sono cresciuti del 10 per cento – ha scritto ieri il Financial Times – e Pramod Bhasin, ad del colosso Genpact, già pensa di delocalizzare una parte dei propri call center negli Stati Uniti. Così, giusto per prepararsi all’ennesimo sorpasso che verrà.