Prezzo dell'informazione e democrazia delle notizie.

14 AGO 10
Ultimo aggiornamento: 16:50 | 21 AGO 20
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Eliminazione seriale e su scala planetaria di bambini non nati, generazioni di bambine scomparse per selezione politico/demografica, emergenze umanitarie di vario genere, massacri di “crociati” in terre un tempo cristiane, rivolgimenti geo- politici ed attentati sanguinari - per fermarci alle tragedie più comuni del nostro tempo - si contendono di tanto in tanto uno spazio nel quotidiano bombardamento informativo dei media. Che cosa rimane nella testa delle vittime di tale bombardamento può essere utile dirlo con le parole di Gòmez Dàvila (1913-1994) : “la banalizzazione è il prezzo della comunicazione”. Un prezzo, aggiungiamo oggi, necessario e quindi accettabile. Ma il conformismo no, quello non è accettabile: la democrazia delle notizie deve incontrare un limite nella gerarchia dei valori in gioco. E così, per esempio, potrò bellamente andare in vacanza nella settimana di Ferragosto fottendomene altamente di cosa accadrà a Fini. E degli alti mòniti di Napolitano. Beninteso, solo nella settimana di Ferragosto.