Insomma, caro Fini..

Se Berlusconi ha deciso che non crede a un partito radicato sul territorio, se come dirigenti intermedi i Cosentino o le meteorine per lui pari sono, ché tanto non ha stima né degli uni né delle altre; se apposta ha inventato uno slogan come “il partito del fare”, che è una geniale toppa che copre tutti i buchi di competenza, preparazione, cultura, capacità dei suoi; se insomma il messaggio chiarissimo che ci manda è che la piramide del partito prevede il vertice (che per definizione è uno solo, lui) e la base degli elettori; tutto ciò premesso, a Fini, che continua farla lunga con i suoi ditini alzati e i sermoni istituzionalmente corretti, non ci resta che ribadire che noi, il Berlusconi lo voteremo ancora per mille anni, anche solo per far dispetto a lui e alla bella gente di sinistra di cui cerca la compagnia. Almeno ci consoliamo così.