Bar sport special
Il calcio di luglio dà in testa ai foglianti, tra miti fallici e il Pupone che batte a 50 gradi
La scomodità non va mai in vacanza, come dice Cerasa dalle ferie, quindi ecco la saracinesca del bar sport aprirsi di nuovo. Chiacchierata a tema: il calcio estivo. Si comincia dagli esperti. Pedersini: “No all’ingratitudine, sentimento poco nobile sebbene molto antico. Quindi no ai fischi al Cav., no alla giovane Zahia D. che spiffera i nomi dei calciatori che si è fatta, no all’esclusione di Oriali. Ora e sempre viva Marco Branca, a cui spetterebbe un Nobel per il calcio”. Leggi Ridateci il calciomercato estivo di una volta, quello dei bidoni da sogno

La scomodità non va mai in vacanza, come dice Cerasa dalle ferie, quindi ecco la saracinesca del bar sport aprirsi di nuovo. Chiacchierata a tema: il calcio estivo. Si comincia dagli esperti. Pedersini: “No all’ingratitudine, sentimento poco nobile sebbene molto antico. Quindi no ai fischi al Cav., no alla giovane Zahia D. che spiffera i nomi dei calciatori che si è fatta, no all’esclusione di Oriali. Ora e sempre viva Marco Branca, a cui spetterebbe un Nobel per il calcio”. Rio Paladoro: “Io sono per il bel gioco. Per questo l’unica grande notizia dell’anno è il ritorno di Zeman a Foggia. L’unico e inarrivabile ct”. Paladoro scatena gli ammiratori. Lo Prete: “Sottoscrivo. Potrei tornare a seguire il calcio, come feci per un paio d’anni ai tempi del Fantacalcio”.
Giuli: “Sottoscrivo Paladoro, il Gianni Brera di piazza Trilussa. Consiglio di non fare previsioni su Adriano, a parte questa: o dimagrisce e vince lo scudetto o a gennaio sarà di nuovo in spiaggia a grufolare. Suggerirei ai calciatori di dedicarsi maggiormente ai propri figli, sopra tutto se brasiliani”. Burini predica nel deserto: “Fair play finanziario non si può sentire, è un ossimoro che spacca i timpani. Moratti deve legarsi all’albero e non cedere alle lusinghe moralistiche di Platini (che poi nella parte della sirena non è un bel vedere). Al diavolo gli equilibri di bilancio! Il Petroliere Buono deve continuare a innaffiare d’oro nero il mercato, comprare senza cedere – se non scartine o pitbull come Muntari. Macché faccia d’angelo Forlán, voglio Tevez a rinfoltire la Comuna Baires di Appiano Gentile. Quanto vogliono: venti milioni? Trenta? Quaranta? Stacca l’assegno, Líder Mássimo, e non te ne pentirai. Con un guerriero dai piedi buoni come lui si vince tutto, de nuevo”.
Pompili ama il bello: “Io nutro un profondissimo odio per Cassano. Quella pubblicità con lui e il suo sosia brutto e ciccione che si allenano, nella sua versione web è quanto c’è di più inutile, orrendo, e fastidioso”. “Tra l’altro – maligna il genoano Raineri – non si riesce a distinguere quale dei due è il vero Cassano”. Ferraresi, in tournée in Italia, svacca: “Io sono contro gli oriundi, contro Totti, contro Toninho Cerezo. Sono a favore del calciomercato in stile ‘allenatore nel pallone’, a favore di Cassano, a favore di Zeman. Per il resto famose ’na bira”. Tra un’ostrica e l’altra, Cerasa è categorico (e ha scordato l’italiano): “L’unica certezza è che Benitez fino a questo momento ha fatto tre cose e tre cose le ha fatte male. E in attesa che l’Inter torni ai grandi fasti scambiando alla pari Maicon con un Macellari e Balotelli con un Dalmat il premio cialtrone del mese, spiace a dirlo, ma andrebbe a lui”. Riecco Burini: “Quoto (si dice così, no?) Paladoro. I love you Zeeeeeman, na na na… Purché alleni qualcun altro, beninteso”.
Vietti non si dà pace: “Il Toro si allena a Norcia e io non riesco ad andare a vederlo manco mezzo pomeriggio!”. Ma ecco il riferimento calcistico del bar, Valensise: “Il Pupone ha preso un colpo di caldo, e pensare che qui nell’Etnea Catania, dove sono lucidissimi, batte a 50 gradi. Ha torto a storcere il naso sugli oriundi, e dovrebbe rifletterci bene prima di spararla così grossa, ma con Borghezio ha stragione (stra+ragione, ndr), solo che per le suddette ragioni rischia di passare dalla parte del torto. Aiutamo (aiuto+ti amo? ndr) il Pupone a chiarirsi le idee. I milanisti tifosi hanno torto a fischiare il Cav. Intanto perché non si fischia il caposquadra che mette i soldi, è maleducazione. Poi perché ha altro a cui pensare, e quelli dovrebbero darsi una calmata, ora che lo scudetto è finito e pure il Mondiale. Poi per i romanisti che hanno arruolato l’obeso Adriano, sono fatti loro, come si dice. Però, se proprio fossero ai ferri corti con la tifoseria della curva più fanatica non so più se è la nord o la sud (e comunque fuori dai cancelli dell’Olimpico nessuno se ne cura) li inviterei a mettere il nuovo acquisto nelle mani del professor Pietro Bugli. Un genio non del calcio, ma del nutrizionismo. Per i trans e il figlio di Cerezo, capirete bene che dall’Etnea Catania, dove si respira ancora l’aria sulfurea di Brancati, Verga, Capuana, Stesicoro e i loro fallici miti, non mi sento ispirata di rispondere. Ciao M”.
Il bar sport chiude, non senza un canto: “E ne ho bevuto tanto / e non mi ha fatto male / e l’acqua sì che fa male / il vino fa cantar”, come intona la curva Maratona.
Giuli: “Sottoscrivo Paladoro, il Gianni Brera di piazza Trilussa. Consiglio di non fare previsioni su Adriano, a parte questa: o dimagrisce e vince lo scudetto o a gennaio sarà di nuovo in spiaggia a grufolare. Suggerirei ai calciatori di dedicarsi maggiormente ai propri figli, sopra tutto se brasiliani”. Burini predica nel deserto: “Fair play finanziario non si può sentire, è un ossimoro che spacca i timpani. Moratti deve legarsi all’albero e non cedere alle lusinghe moralistiche di Platini (che poi nella parte della sirena non è un bel vedere). Al diavolo gli equilibri di bilancio! Il Petroliere Buono deve continuare a innaffiare d’oro nero il mercato, comprare senza cedere – se non scartine o pitbull come Muntari. Macché faccia d’angelo Forlán, voglio Tevez a rinfoltire la Comuna Baires di Appiano Gentile. Quanto vogliono: venti milioni? Trenta? Quaranta? Stacca l’assegno, Líder Mássimo, e non te ne pentirai. Con un guerriero dai piedi buoni come lui si vince tutto, de nuevo”.
Pompili ama il bello: “Io nutro un profondissimo odio per Cassano. Quella pubblicità con lui e il suo sosia brutto e ciccione che si allenano, nella sua versione web è quanto c’è di più inutile, orrendo, e fastidioso”. “Tra l’altro – maligna il genoano Raineri – non si riesce a distinguere quale dei due è il vero Cassano”. Ferraresi, in tournée in Italia, svacca: “Io sono contro gli oriundi, contro Totti, contro Toninho Cerezo. Sono a favore del calciomercato in stile ‘allenatore nel pallone’, a favore di Cassano, a favore di Zeman. Per il resto famose ’na bira”. Tra un’ostrica e l’altra, Cerasa è categorico (e ha scordato l’italiano): “L’unica certezza è che Benitez fino a questo momento ha fatto tre cose e tre cose le ha fatte male. E in attesa che l’Inter torni ai grandi fasti scambiando alla pari Maicon con un Macellari e Balotelli con un Dalmat il premio cialtrone del mese, spiace a dirlo, ma andrebbe a lui”. Riecco Burini: “Quoto (si dice così, no?) Paladoro. I love you Zeeeeeman, na na na… Purché alleni qualcun altro, beninteso”.
Vietti non si dà pace: “Il Toro si allena a Norcia e io non riesco ad andare a vederlo manco mezzo pomeriggio!”. Ma ecco il riferimento calcistico del bar, Valensise: “Il Pupone ha preso un colpo di caldo, e pensare che qui nell’Etnea Catania, dove sono lucidissimi, batte a 50 gradi. Ha torto a storcere il naso sugli oriundi, e dovrebbe rifletterci bene prima di spararla così grossa, ma con Borghezio ha stragione (stra+ragione, ndr), solo che per le suddette ragioni rischia di passare dalla parte del torto. Aiutamo (aiuto+ti amo? ndr) il Pupone a chiarirsi le idee. I milanisti tifosi hanno torto a fischiare il Cav. Intanto perché non si fischia il caposquadra che mette i soldi, è maleducazione. Poi perché ha altro a cui pensare, e quelli dovrebbero darsi una calmata, ora che lo scudetto è finito e pure il Mondiale. Poi per i romanisti che hanno arruolato l’obeso Adriano, sono fatti loro, come si dice. Però, se proprio fossero ai ferri corti con la tifoseria della curva più fanatica non so più se è la nord o la sud (e comunque fuori dai cancelli dell’Olimpico nessuno se ne cura) li inviterei a mettere il nuovo acquisto nelle mani del professor Pietro Bugli. Un genio non del calcio, ma del nutrizionismo. Per i trans e il figlio di Cerezo, capirete bene che dall’Etnea Catania, dove si respira ancora l’aria sulfurea di Brancati, Verga, Capuana, Stesicoro e i loro fallici miti, non mi sento ispirata di rispondere. Ciao M”.
Il bar sport chiude, non senza un canto: “E ne ho bevuto tanto / e non mi ha fatto male / e l’acqua sì che fa male / il vino fa cantar”, come intona la curva Maratona.