Lasciate stare il Quirinale

La legge sulle intercettazioni, dopo l’approvazione di oggi in Senato con voto di fiducia e successivo passaggio alla Camera, se resterà immutata, arriverà sul tavolo del presidente della Repubblica per la promulgazione. E’ già in corso una campagna assai vasta che punta a forzare la mano al Quirinale, cercando di imporre a Giorgio Napolitano un ruolo, quello di opposizione al progetto del governo e della maggioranza, che non gli compete e che, per la verità, si è sempre rifiutato di esercitare. Leggi Libertà dei pm? Siamo matti, Ezio? di Giuliano Ferrara
10 GIU 10
Ultimo aggiornamento: 10:59 | 16 AGO 20
Immagine di Lasciate stare il Quirinale
La legge sulle intercettazioni, soprattutto dopo le modifiche che ha subito in conseguenza di un confronto politico acceso all’interno del partito di maggioranza relativa, ha soprattutto la funzione di garantire un diritto personale dei cittadini, la libertà e la segretezza delle comunicazioni private, sancito dall’articolo 15 della Costituzione. Naturalmente si può pensare che questo diritto avrebbe potuto essere tutelato con norme diverse, ma resta il fatto che la prassi delle intercettazioni a valanga e della loro metodica propalazione giornalistica, viola quel diritto costituzionale. Si tratta di un diritto individuale che trova dei limiti nelle esigenze di indagine, che però non possono essere invocate nei confronti di cittadini ai quali non viene imputato alcun reato e che, in ogni caso, non debbono tracimare nella negazione generalizzata di un valore e di una libertà costituzionale. Giulio Calvisi, deputato democratico oppositore della legge, ha scritto sul nostro giornale che l’idea che “se non hai niente da nascondere non hai niente da temere” nega di fatto il diritto alla privacy ed è l’anticamera di un incubo orwelliano.
Al capo dello stato spetta verificare che una legge non presenti evidenti profili di illegittimità incostituzionale, non di esprimere un giudizio politico di merito. Le accese controversie che la accompagnano non possono cancellare il fatto elementare che questa legge restaura un diritto costituzionale che è stato e viene costantemente violato. Napolitano ha sempre dimostrato di saper esercitare il suo ruolo con scrupolosa imparzialità, il che fa pensare che anche questa volta resisterà a chi vorrebbe intrupparlo a una campagna politica, per quanto legittima, di parte. Se poi in qualche manifestazione giustizialista torneranno a farsi sentire i lazzi di qualche comico contro il Quirinale, reo di non guidare la “resistenza” contro il legittimo governo della Repubblica, pazienza.
Leggi Libertà dei pm? Siamo matti, Ezio? di Giuliano Ferrara