Sacra Sindone 9

Grazie signora Castelli per l'ulteriore precisazione. Ora mi è piùchiaro, dal suo punto di vista, il senso di una critica puntuale a quellaspecifica perizia così come all'arrendevolezza dei rappresentanti dellaChiesa nell'accettarne i risultati. Una cosa però ancora mi sfugge, abbiapazienza. Che equilibrio e rapporto alla fine lei pensa debbano esserci trala dimensione dell'assoluto, proprio della Fede e di cui la Chiesa è luogo,come lei dice, e quella del relativo, propria della scienza e di una visioneatea? Da un lato lei dice che la scienza non deve impicciarsi nei fattidella Fede e viceversa. Dall'altro le obiezioni fatte rispetto ai test sullaSindone sono anche di taglio assolutamente relativo: l'utilizzo del carboniocome metodo di datazione è grossolano e SCIENTIFICAMENTE discutibile.Allora le chiedo: se la scienza scoprisse un nuovo metodo di datazione moltopiù avanzato, sulla cui affidabilità vi fosse invece unanimitàscientifica, che atteggiamento dovrebbe avere la Chiesa ? Permettere che laSindone sia sottoposta a nuova perizia? O invece no, perchè le duedimensioni devono viaggiare su binari paralleli, anche se nonnecessariamente in conflittto ma complementari ? Non vorrei davvero che lamia sembrasse una domanda oziosa o fatta solo per il gusto del confrontodialettico. Mi sembra che questa questione della Sindone, proprio anche perla delicatezza e l'importanza che essa ha per i credenti, alla fine richiamitemi che hanno a che fare il "cuore" e con punti essenziali del confrontotra credenti e non. Io sinceramente al momento non ho una mia idea su quantosia giusto che la scienza si intrometta, in questi termini, nella fattidella Chiesa. Però percepisco il rischio di una potenziale grande debolezzadi una Chiesa che si chiudesse a ciò. Non tanto riguardo la sua capacitàdi "trattenere" chi già crede in Lei (problema che peraltro oggi èoggettivamente prioritario), ma riguardo quella ti attirare chi non vi credema potrebbe crederci.