I veri vincitori
Quasi conclusi gli scrutini nelle regioni in cui il distacco tra i candidati è minimo, si può già stilare un bilancio insindacabile, che però, per quel che riguarda l’insieme dei voti raccolti dai due principali schieramenti, è già netto. La maggioranza supera lo scoglio tradizionalmente ostico delle elezioni di mezzo termine, il Pd s’accontenta di un “successo difensivo” che non destabilizza il suo gruppo dirigente. La disaffezione al voto pur consistente non ha assunto caratteri determinanti, nemmeno nella particolare situazione del Lazio, dove Renata Polverini si è imposta con un margine stretto ma decisivo.

Quasi conclusi gli scrutini nelle regioni in cui il distacco tra i candidati è minimo, si può già stilare un bilancio insindacabile, che però, per quel che riguarda l’insieme dei voti raccolti dai due principali schieramenti, è già netto. La maggioranza supera lo scoglio tradizionalmente ostico delle elezioni di mezzo termine, il Pd s’accontenta di un “successo difensivo” che non destabilizza il suo gruppo dirigente. La disaffezione al voto pur consistente non ha assunto caratteri determinanti, nemmeno nella particolare situazione del Lazio, dove Renata Polverini si è imposta con un margine stretto ma decisivo. L’indebolimento delle due formazioni principali è abbastanza fisiologico in elezioni nelle quali i loro leader non sono direttamente candidati alla guida del governo, e non pare di dimensioni tali da mettere in discussione l’impianto bipolare del sistema politico.
La coalizione di centrodestra, più ristretta di quella che si era presentata cinque anni fa, ottiene un ampliamento netto delle aree in cui la sua influenza è prevalente (risultato ancora più rotondo con la conferma della vittoria in Piemonte, con la sostanziale espulsione della sinistra dal nord, e nel Lazio). Questo fa pensare che le relazioni tra il Cav., Bossi e Fini tenderanno all’equilibrio, al fine di sfruttare utilmente la parte finale della legislatura. Lo ha confermato lo stesso Bossi, di fronte al mancato sorpasso sul Pdl al nord: “Il voto non cambia gli equilibri di governo”. Il centrosinistra, in un assetto più ampio in alcune regioni dove ha ottenuto l’appoggio dell’Udc, subisce perdite importanti ma che non ne cancellano la funzione nazionale. Il risultato positivo dell’Italia dei valori e quello deludente dell’Udc nei casi in cui era alleato con la sinistra sembrano segnare una via obbligata, che però, legando i democratici al giustizialismo, ostacola la loro partecipazione costruttiva al processo riformatore.