A Copenaghen spunta un altro documento segreto
Oggi il Monde rivela l'esistenza di un documento confidenziale, elaborato dalla Cina, d'accordo con India, Brasile, Sudafrica e Sudan (i cosiddetti paesi Basic), nel quale i paesi in via di sviluppo esprimono i loro desiderata sulla conferenza sul clima di Copenhagen. Il testo potrebbe imporsi come filo conduttore dei negoziati dei prossimi dieci giorni, considerato che la bozza della presidenza danese ha sollevato le ire degli stati più poveri presenti al vertice. Leggi Folco Quilici ci spiega che "un conto è parlare di clima e un altro di ambiente" - Leggi Lula guida la fronda che sta facendo fallire Copenaghen

Il testo insiste anche sugli impegni vincolanti per i paesi ricchi che dovrebbero indicare degli obiettivi per "un secondo periodo di impegno" del protocollo di Kyoto, il cui termine potrebbe essere compreso tra il 2017 e il 2020. Quanto agli Stati Uniti dovrebbero ridurre le loro emissioni "tramite misure interne", cioè con tagli assoluti e senza ricorso al mercato del carbone. Il documento menziona anche le azioni previste per i paesi in via di sviluppo che non saranno coordinati da un'istanza internazionale, ma seguiranno "linee guida" elaborate dalla comunità internazionale. E boccia qualsiasi tassa sui prodotti importati alle frontiere. Azioni specifiche saranno previste per i Paesi insulari, più poveri e africani, che si trovano in profonda difficoltà. Invece del ricorso alla Banca mondiale, il documento indica la creazione di un Fondo globale del clima dipendente dall'Onu.