La sua opinione su "Up in the air"
Recesione al volo di Mariarosa Mancuso
La criticona cinematografia Mariarosa Mancuso ha visto “Up in the air” in anteprima sabato e sul Foglio ha scritto che “è il film più bello del festival di Roma” perchè ha il pregio “di affrontare un tema molto serio come la perdita del lavoro e trasformarlo in una commedia, senza retorica”.

La criticona Mariarosa Mancuso ha visto “Up in the air” in anteprima sabato e sul Foglio ha scritto che “è il film più bello del festival di Roma” perchè ha il pregio “di affrontare un tema molto serio come la perdita del lavoro e trasformarlo in una commedia, senza retorica”. Come “Juno”, che è dello stesso regista Jason Reitman, affrontava la gravidanza della giovane protagonista. “Up in the air” fa tappa a Detroit come molti altri film e telefilm: “E’ stato girato in presa diretta proprio mentre la crisi colpiva gli Stati Uniti e alcuni dei disoccupati sullo schermo sono persone che avevano realmente perso il loro impiego e con l’occasione del film hanno trovato un lavoro, per quanto estemporaneo”. Si vedono “facce, volti, persone di tutte le età accomunate dallo stesso problema”. Inoltre la Mancuso ha apprezzato molto anche il confronto fra due generazioni di donne, una ragazza e una professionista che raccontano il propri sogni e l’ideale maschile: “Così dimostrano come i sogni nelle diverse fasi della vita cambino e le prospettive siano diametralmente opposte pur avendo lo stesso punto di partenza”.