Maria Angiolillo
E chissà quante portate e bicchieri e posate e tovaglie e tovaglioli. E inviti e telefonate e saluti – il garbo del benvenuto, la consuetudine dell’arrivederci. Sul mejo cucuzzolo di Roma, quello che splende da Trinità dei Monti, un mondo intero si è consumato in inviti e chiacchiere garbate e soddisfatte curiosità. Tre tavoli, trenta invitati, al massimo trentasei, tre bicchieri e chissà quante forchette, maggiordomi in livrea, persino il cuoco una volta prestato dalle cucine della meglio nobiltà capitolina.
