Quella legge ha diritto di cittadinanza

I processi migratori rappresentano un problema irrisolto per tutte le grandi democrazie europee. Sia i meccanismi di protezione dall’immigrazione clandestina, spesso organizzata e sfruttata da bande criminali, sia quelli d’integrazione dell’immigrazione legale appaiono ancora indefiniti e controversi, anche in paesi, dalla Gran Bretagna alla Francia, nei quali questo fenomeno si è realizzato assai precocemente.c
28 SET 09
Ultimo aggiornamento: 04:07 | 20 AGO 20
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I processi migratori rappresentano un problema irrisolto per tutte le grandi democrazie europee. Sia i meccanismi di protezione dall’immigrazione clandestina, spesso organizzata e sfruttata da bande criminali, sia quelli d’integrazione dell’immigrazione legale appaiono ancora indefiniti e controversi, anche in paesi, dalla Gran Bretagna alla Francia, nei quali questo fenomeno si è realizzato assai precocemente. E’ quindi del tutto ovvio che anche in Italia, l’ultima arrivata a doversi confrontare con fenomeni di immigrazione massicci, si apra una ricerca di soluzioni che anima un confronto politico serrato e talora esasperato. Al di là delle esagerazioni propagandistiche, si tratta di realizzare un’effettiva separazione tra l’immigrazione illegale e criminale, e l’altra, in modo da ridurre l’area grigia intermedia, la cui estensione tuttora considerevole rende difficile adottare misure di effettiva integrazione dei lavoratori immigrati e di effettiva espulsione di chi rappresenta un pericolo per la convivenza civile e la legalità. Il presidente della Camera, Gianfranco Fini, autore della prima legge che è intervenuta con severità contro l’immigrazione clandestina, ora sottolinea, non contraddittoriamente, una visione dell’immigrazione legale diversa da quella della Lega nord, che la considera un fenomeno transitorio.

Gli immigrati destinati a radicarsi nel nostro paese
, a mettere famiglia qui, a convivere con le leggi e le istituzioni italiane saranno comunque qualche milione. A essi va riconosciuto l’apporto che danno all’economia e il diritto a una convivenza e a un’accoglienza che riflettano il carattere inclusivo delle istituzioni democratiche e l’indole più profonda del popolo italiano. Questo si potrà fare tanto meglio e tanto prima se l’azione di respingimento dell’immigrazione clandestina e criminale avrà successo, in modo da superare le preoccupazioni e le paure che esistono e che non sono affatto razzistiche. E’ giusto comandare in casa propria, ma l’Italia è anche la casa di tanti lavoratori immigrati e onesti, che sono i primi a non voler essere confusi con clandestini e criminali.