Cav. d’oltreoceano
Entra oggi nel vivo la missione del presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, da ieri negli Stati Uniti per partecipare prima all’Assemblea generale e al Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite, e poi da giovedì al G20 di Pittsburgh. Il Cav. è partito ieri nel primo pomeriggio dall’aeroporto militare di Ciampino, dopo il Consiglio dei ministri e la successiva conferenza stampa della mattina.

Entra oggi nel vivo la missione del presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, da ieri negli Stati Uniti per partecipare prima all’Assemblea generale e al Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite, e poi da giovedì al G20 di Pittsburgh. Il Cav. è partito ieri nel primo pomeriggio dall’aeroporto militare di Ciampino, dopo il Consiglio dei ministri e la successiva conferenza stampa della mattina. Prima tappa a New York, dove al Palazzo di vetro si aprono ufficialmente i lavori della 64a sessione dell’Assemblea generale dell’Onu. Berlusconi parlerà questa mattina, nelle vesti di presidente di turno del G8, fanno sapere al Foglio alcune fonti governative. Ripercorrerà alcuni risultati de L’Aquila: dall’impegno dei paesi industrializzati a “porre la crescita su un sentiero più robusto, più verde, inclusivo e sostenibile” per uscire dalla crisi, agli accordi sulla non proliferazione, dalla lotta al terrorismo al partenariato con l’Africa su igiene e acqua, passando per la sicurezza alimentare.
Seguirà, nel pomeriggio, un incontro con gli omologhi dei dieci paesi che più contribuiscono alle missioni di peace-keeping. Oggi è prevista anche la ministeriale del gruppo “Uniting for Consensus”; a partecipare questa volta è il ministro degli Esteri, Franco Frattini. In questa sede si discute infatti di un tema da tempo al centro dell’iniziativa diplomatica della Farnesina: la riforma del Consiglio di sicurezza (Cds) dell’Onu. Frattini ha ribadito nei giorni scorsi l’avversione all’ipotesi di aggiungere nuovi membri permanenti al Cds e rilanciato l’obiettivo di un seggio europeo e di un maggiore coinvolgimento dell’Africa. “L’Italia è stata abile nel mettere insieme una ‘minoranza di blocco’, per impedire che una riforma a lei sgradita passasse in Assemblea – spiega al Foglio Alessandro Corneli, esperto di relazioni internazionali – ma possono nuocere all’immagine del nostro paese quegli articoli su Berlusconi che la stampa internazionale riprende da alcuni nostri quotidiani e, più ancora, la polemica sui respingimenti degli immigrati illegali poiché alcuni paesi che sostengono la posizione italiana all’Onu sono interessati a questo problema. Non si può escludere che dietro gli articoli di alcune ‘autorevoli’ testate ci sia anche, oltre al dovere di cronaca, uno scopo più limitato: mettere l’Italia sotto cattiva luce e indebolire la consistenza delle sue proposte di riforma del Consiglio di sicurezza”.
Non mancherà l’occasione per il premier, tra la cena ristretta offerta ieri sera da Ban Ki moon e presieduta da Barack Obama e l’intervento di oggi in Assemblea generale, di discutere anche del dossier “riscaldamento climatico”: il Cav. punterà tutto sulla necessaria “inclusività” di un eventuale accordo in materia. Anche in vista del vertice di Copenaghen a dicembre, meglio mettersi d’accordo con quanti più paesi possibile sulla direzione da percorrere, piuttosto che passare troppo tempo a dibattere di target da raggiungere. Domani, infine, si svolge il Cds a livello di capi di stato. E sempre giovedì, ma a Pittsburgh, prenderanno il via i lavori del G20, anche se la giornata centrale dovrebbe essere quella successiva di venerdì, suddivisa in almeno quattro sessioni, con l’alternarsi di incontri dei soli capi di stato e riunioni plenarie che includeranno i governatori delle banche centrali. “Al G20 andremo da protagonisti della politica estera”, ha detto ieri il Cav., ribadendo che la distensione tra Stati Uniti e Russia è “un grande gol fatto in politica estera”. Il suo intervento, secondo quanto risulta al Foglio, dovrebbe prendere spunto dalla “risposta italiana” alla recessione, presentata come modello di successo: “People first” – quindi ammortizzatori sociali, moratoria dei debiti alle imprese – e meno aiuti diretti alle banche.
Per il resto ci sarà il pieno sostegno agli impegni concordati nei giorni scorsi con gli altri 26 membri dell’Ue. Sì a una razionalizzazione dei compensi dei banchieri ma senza sclerotizzare l’idea con dettagli controproducenti e difficilmente accettabili dagli Stati Uniti. Rilancio dei lavori per una “Carta dell’attività economica e sostenibile”, fondata sui principi di responsabilità, sostenibilità e trasparenza, introdotti con il “Lecce Framework” che fu approvato a giugno dai ministri delle Finanze del G8. Sì al rafforzamento delle istituzioni finanziarie internazionali, Fondo monetario in primis, con il progetto europeo di fornire altri 50 miliardi di euro per i nuovi accordi di prestito; allo stesso tempo spingendo per una tabella di marcia non troppo precipitosa per garantire maggiore rappresentatività ai paesi Bric (Brasile, Russia, India e Cina) negli organi decisionali dell’istituzione nata a Bretton Woods. Altrettanto plausibile che il Cav. non si spenda per l’introduzione di una Tobin tax in funzione anti crisi; la proposta, presentata ai giornali dal presidente francese Nicolas Sarkozy e dalla cancelliera tedesca Angela Merkel, non ha convinto tutti a Bruxelles. In compenso, con una lettera resa nota ieri sera e firmata assieme al primo ministro australiano Kevin Rudd e indirizzata al presidente Obama, Berlusconi ha già imposto all’ordine del giorno del dibattito un altro tema sul quale – nei giorni scorsi – aveva già incassato il consenso dell’esecutivo spagnolo: a proposito delle quotazioni del petrolio e di altre materie prime, auspicherà regole per limitare la speculazione.