Oggi i funerali di Stato
Se Marte abita di nuovo qui
Chi aveva bisogno di una ragione ulteriore per non vilipendere il 150° dell’Unità d’Italia è stato accontentato, ieri, 20 settembre, anniversario della presa di Porta Pia, quando Roma ha accolto i corpi dei nostri sei militi assassinati dai barbari di Kabul. Coincidenza tragica e carica di senso. Guarda Il saluto ai parà della folgore

Questa memoria non arretra neppure davanti all’anestetico pacifista che ci ha reso deboli di fronte a chi, come i talebani, ancora pratica le armi alla ricerca di una morte trionfale che sta diventando la nostra sconfitta. Ma non è vero che Marte non abita più qui, anzi, i funerali di Stato per i paracadutisti caduti dimostrano il contrario. E cioè che l’essenza di una Patria è nel sacrificio inaugurale – da sacrum facere: compiere un atto sacro – per renderla libera, come in quel 20 settembre del 1870, e nel periodico rinnovarsi della nostra disponibilità alla guerra e alla morte in nome di un più alto disegno comune. Come oggi.