Responsabili in mezzo al mare

I contorni dell’incubo in mezzo al mare sono ancora imprecisi. Così come ancora confuse le responsabilità da accertare: i mancati controlli libici, i mancati avvistamenti italiani, la probabile omissione di una motovedetta maltese. Comunque si precisino i dettagli di questa nuova tragedia mediterranea, alcuni elementi su cui riflettere ci sono già.
21 AGO 09
Ultimo aggiornamento: 13:27 | 17 AGO 20
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Infine, il centrodestra non potrà evitare di riflettere sull’altro spinoso dato politico, cioè la totale divergenza che sulla questione dell’immigrazione e dell’accoglienza dei disperati del mare esiste tra governo e mondo cattolico. Sulla questione, il punto di vista della chiesa non è negoziabile, né forse sottovalutabile. Il quotidiano dei vescovi ha espresso con durezza il proprio punto di vista: “Esiste una legge del mare, e ben più antica di quella pure codificata dai trattati. E questa legge ordina: in mare si soccorre. Poi, a terra, opereranno altre leggi: diritto d’asilo, accoglienza, respingimento. Poi. Ma le vite, si salvano”. Rocco Buttiglione, che pure con il Pdl ha in corso un dialogo politico serrato, ha accusato: “Una vergogna per una nazione cristiana e un crimine contro l’umanità. Non possiamo non riconoscere le nostre responsabilità come italiani e in particolare del governo in questa tragedia”. Avvenire ha evocato addirittura “gli occhi chiusi” dell’occidente sulla Shoah. E quando si scomodano certi simboli, significa che i problemi non possono essere affrontati secondo il normale cabotaggio della gestione viminalizia.