Nell’agenda di Eurogiulio Tremonti un po’ di Sky e tanta Fiat
Misure statali, finanziamenti locali. Su queste due ipotesi – e una non esclude l’altra, anzi – s’incentrano gli aiuti prossimi venturi per la Fiat. Sergio Marchionne non ha fatto ricorso a eccessive perifrasi. Nell’intervento tenuto giovedì a Palazzo Chigi con i sindacati, l’amministratore delegato del gruppo Fiat ha fatto riferimento a uno dei nodi della ristrutturazione: la sostenibilità finanziaria.

L’estensione della cig è allo studio dell’esecutivo. Ma la Fiat punta anche a ottenere la cigs ad esempio per lo stabilimento di Termini Imerese, destinato a una riconversione a partire dal 2012. In ambienti del governo non si esclude la possibilità di ricorrere a strumenti della cosiddetta programmazione negoziata in voga anni fa, come i contratti d’area. La Fiat, piuttosto, ritiene che un sostegno alla ristrutturazione della Casa possa arrivare dai finanziamenti legati alla ricerca e allo sviluppo tecnologico delle regioni, come quelli avviati o in fieri in Piemonte e in Basilicata.
L’ultima parola, per le misure di spettanza nazionale, spetta al ministro dell’Economia, Giulio Tremonti, che al momento non si è ancora espresso mentre ha partecipato ieri al board della News Co. di Rupert Murdoch (il premier ne era a conoscenza).
L’ultima parola, per le misure di spettanza nazionale, spetta al ministro dell’Economia, Giulio Tremonti, che al momento non si è ancora espresso mentre ha partecipato ieri al board della News Co. di Rupert Murdoch (il premier ne era a conoscenza).
Lo scetticismo che mesi fa pervadeva larghi ambienti dell’esecutivo sull’opportunità di sostenere il gruppo torinese appare scemato, o diminuito, anche al Tesoro. Tremonti, comunque, è proiettato più su temi di respiro internazionale. Un approdo europeo è stato accennato ieri dal premier, Silvio Berlusconi. L’Italia, ha detto Berlusconi da Bruxelles, potrebbe proporre la candidatura di Tremonti a presidente dell’Eurogruppo se dovesse cadere l’ipotesi di Mario Mauro alla guida del Parlamento europeo. Le parole del premier fanno seguito a quelle dello stesso Berlusconi durante il colloquio con Barack Obama in cui ha fatto riferimento all’operato di Tremonti per i global standard. L’azione tremontiana sulle nuove regole – che non saranno definite nel prossimo G8 de L’Aquila bensì nel G20 di settembre a Pittsburgh – sarà analizzata, con accenti di apprezzamento, in ambienti vicini al Vaticano che seguono con attenzione l’opera tremontiana. Martedì prossimo, all’Università Pontificia Regina Apostolorum, l’Accademia internazionale per lo sviluppo economico e sociale terrà un convegno sul “Futuro del capitalismo in Europa” in cui si parlerà di come riformare la finanza.
Tra i relatori, oltre a Giulio Napolitano e Gustavo Visentini – componenti del gruppo di lavoro tremontiano sui global standard – c’è anche Giampaolo Crepaldi, segretario del Pontificio consiglio per la Giustizia e la Pace, che ha curato l’enciclica che sarà firmata dal Papa il 29 giugno. Nella rete cattolica che sta tessendo il ministro dell’Economia rientra anche la Fondazione Res Publica di cui Tremonti è presidente del comitato scientifico (la fondazione è il terreno di incontro del ministro con Giovanni Bazoli e Romain Zalesky, dicono fonti finanziarie milanesi) che ha in corso una collaborazione col centro studi Tocqueville-Acton e ha in vista sinergie con la fondazione tedesca intitolata ad Adenauer. Ma il prossimo appuntamento nell’agenda di Tremonti è per martedì prossimo all’Aspen per la conferenza internazionale sul “mondo dopo la crisi”. L’incontro è organizzato, si legge nell’invito ricevuto da 54 personalità, con il contributo di Fiat Group.