La Camera oscura della fede

La tesi esposta da Gianfranco Fini, secondo il quale “il Parlamento deve fare leggi non orientate da precetti di tipo religioso” è volutamente ambigua e allusiva. Nella sua versione pacifica consiste in un’ovvietà. Le assembleee della rappresentanza politica non subiscono i precetti di nessuno, sono politicamente e laicamente libere. C’è però anche un’altra possibile interpretazione. Leggi Fini ha una sua cucina politica alla Camera. Ecco i nomi e i progetti
19 MAG 09
Ultimo aggiornamento: 14:27 | 13 AGO 20
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Lo stesso insistito riferimento alla Costituzione diventa così fuorviante, una sorta di tiritera ideologica. A parte il fatto che nella Costituzione la parola laicità non c’è, è evidente che il rispetto costituzionale del pluralismo politico, civile, culturale e religioso non nega affatto che i rappresentanti del popolo possano esprimere la loro cultura religiosa e il retaggio della loro fede. La laicità intesa correttamente è per sua natura inclusiva. Il laicismo invece, esattamente come la teocrazia, è un’ideologia totalizzante che richiede fedeltà canina all’etica della maggioranza, e Fini questo dovrebbe saperlo.