Tutte le battute in una volta

Al Cav. piace raccontare barzellette. Si diverte a fare battute macabre sui comunisti e gli capita di sdrammatizzare le riunioni politiche con quelle un po’ più spinte. Ogni tanto, si concede perfino il lusso di ironizzare su se stesso e sulla sua onnipotenza. Tutto molto bello, popolare e antipolitico, ma sarebbe straordinariamente più divertente e civile se il premier istituisse una giornata dell’autoironia allegra e bipartisan come quella che  si concedono i presidenti americani.
12 MAG 09
Ultimo aggiornamento: 12:41 | 18 AGO 20
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Le battute più divertenti, Obama le ha rivolte a se stesso, ironizzando sui suoi errori, sul gobbo elettronico che lo assiste nei discorsi e sul suo status di semi divinità tra i giornalisti accreditati. Buone battute anche sugli avversari, spesso molto toste, con i leader repubblicani in sala a ridere e a ringraziare il presidente. Ecco, sarebbe fantastico se ci fosse anche da noi un momento di serenità gioviale di questo tipo, col Cav. legittimato a concentrare tutte le sue barzellette non solo sui comunisti e sulle ragazze, ma anche su Fede, su Bondi, su tutti quanti, compresa la signora Veronica (con juicio), ma soprattutto su se stesso. Una battuta, nel caso volesse far divertire il professor Giovanni Sartori, potrebbe rubarla a Obama: “Nei prossimi cento giorni, incontrerò un leader che guida milioni di persone col pugno di ferro, che possiede le televisioni e usa il suo potere per schiacciare tutti quelli che osano sfidare la sua autorità nelle urne elettorali. E’ un piacere vederla, sindaco Bloomberg”.