Tra il Cav. e Giulio

Ieri si è chiuso il pre G8, il seminario internazionale a porte chiuse di due giorni voluto dal ministro dell’Economia, Giulio Tremonti. Nella cena di lavoro tenuta lunedì sera hanno partecipato 57 tra esperti e governanti di tutto il mondo (pochi gli asiatici, c’erano soltanto un coreano, dicono fonti informali). Hanno parlato, secondo la ricostruzione del Foglio, il professore di Law and economics a Yale, Guido Calabresi, il giurista Guido Rossi e l’ex senatore democratico e avvocato Gary Hart.
12 MAG 09
Ultimo aggiornamento: 12:41 | 18 AGO 20
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Nella conferenza stampa di ieri sera, al termine dei lavori, Tremonti ha preannunciato che le proposte per nuove regole, denominate global standard, saranno sintetizzate in dodici punti, base del G8 di luglio. Ma non è detto che saranno approvate: “E’ un lavoro complesso”, ha detto il ministro, lasciando intendere che il nuovo codice della finanza internazionale, anche sulla scorta del lavoro preparatorio dell’Ocse, si protrarrà sino all’autunno. Presumibilmente fino alla prossima riunione del G20: “L’America è dubbiosa e la Germania vorrebbe portare a termine i lavori in occasione del G20”, è la sensazione di un addetto ai lavori che ha partecipato al seminario a porte chiuse. “Abbiamo un po’ di materiale su cui riflettere in vista di un appuntamento a settembre da definire”, ha detto non a caso Tremonti, dopo aver criticato ancora una volta i banchieri, definiti “re Mida”.
Mentre a Villa Madama si discuteva di global standard, a Palazzo Chigi si continuavano a compulsare le effettive risorse stanziate dal Tesoro per la ricostruzione dell’Abruzzo. Le indiscrezioni pubblicate ieri dal quotidiano Europa sugli attriti tra Silvio Berlusconi e il ministro dell’Economia (“Ma dai!”, si è limitato a dire Tremonti, interpellato sulle indiscrezioni, mentre il portavoce del premier, Paolo Bonaiuti, le ha definite “spazzatura”) trovano conferme ufficiose in ambienti della maggioranza. Tanto che l’esecutivo è già al lavoro, su spinta del sottosegretario Gianni Letta, su alcuni emendamenti al decreto che arriverà in Parlamento. Sott’accusa sono in particolare le coperture, giudicate “deboli, senza risorse pronte”. Su altre parti del decreto “pare che a Palazzo Chigi siano arrivate le proteste anche di Bruno Vespa”, scrive la Reuters.