Meglio la Sozio di Zagrebelsky
L’Italia è una Repubblica democratica costruita dall’incontro di grandi forze popolari cattoliche e socialcomuniste.

L’Italia è una Repubblica democratica costruita dall’incontro di grandi forze popolari cattoliche e socialcomuniste. Nel sistema italiano, nella nostra Costituzione materiale, chiunque ha una funzione di rappresentanza sociale e di consenso (ieri i cafoni del sud promossi dal Pci oggi le ragazze e i ragazzi del sopra e sottomondo televisivo promossi da Berlusconi), ha un posto legittimo. La Costituzione, che Napolitano difende con veemenza nelle riunioni un po’ accademiche e parruccone della torinese, saccente, Biennale della democrazia, è la base di un sistema che non si può definire “liberale” e nemmeno “liberaldemocratico”. Il liberalismo delle élite non è mai nato o se si preferisca è simbolicamente defunto con l’uno virgola qualcosa per cento del Partito d’Azione alla Costituente. In America la classe dirigente è selezionata dal denaro e dalla formazione nelle scuole di eccellenza. In Inghilterra governa un’aristocrazia della politica radicata nella storia e nella tradizione.
In Francia il repubblicanesimo ancorato nel programma dell’89 si esprime attraverso il dominio della formazione superiore. Da noi vale la legge del consenso, della simpatia e dell’affettività nel contatto con il pubblico attraverso il luogo deputato della comunicazione, la tv. Ieri c’erano i partiti a svolgere questa funzione, come filtro di qualità, ma gli stessi parrucconi che oggi sbraitano contro la democrazia del consenso li hanno eliminati come ospiti non grati della nostra storia attraverso l’attivismo mediatico-giudiziario. Comunque, la cosa che colpisce non è la candidatura di Angela Sozio, ma l’incresciosa e bolsa lectio magistralis di un Gustavo Zagrebelsky, giusperito della democrazia che protesta moralisticamente contro la filosofia politica di Carl Schmitt, un Machiavelli del Novecento che analizzò la dialettica di amico-nemico nella crisi europea tra le due guerre. E protesta in nome di fatuità retoriche primitive e furbesche, come la funzione regale della parola nelle democrazie. Meglio Angela Sozio.