Quella in Abruzzo l'ultima di una lunga serie di tragedie
Quando nel 79 d.C. l’eruzione del Vesuvio seppellì Pompei ed Ercolano , i cittadini di quelle città stavano ancora lavorando ai restauri degli edifici danneggiati dal terremoto del 62 d.C., che distrusse il teatro di Neapolis.

Quando nel 79 d.C. l’eruzione del Vesuvio seppellì Pompei ed Ercolano , i cittadini di quelle città stavano ancora lavorando ai restauri degli edifici danneggiati dal terremoto del 62 d.C., che distrusse il teatro di Neapolis. E nei secoli seguenti quella di Napoli è stata una delle aree italiane più colpite dai sismi. Nel 1349 crollò la facciata della Cattedrale della città, nel 1456 morirono 30 mila persone e crollò il campanile della chiesa di Santa Chiara, nel 1688 un terremoto rase quasi al suolo la città di Benevento. Il sisma più grave dei tempi recenti è quello del 1980 in Irpinia, di cui ancora oggi sono visibili i danni agli edifici.
In Abruzzo sono stati diversi i terremoti con bilanci disastrosi: nel febbraio del 1703 nella sola città dell’Aquila morirono oltre 6.000 persone, a gennaio del 1915 le vittime del sisma di Avezzano furono 30.000 (nel paese dell’epicentro sopravvissero soltanto 300 cittadini su 11 mila). Al nord la zona storicamente più colpita è il Friuli: l’ultimo forte sisma è quello registrato nel 1976, in cui morirono più di mille persone. Arrivando poi agli ultimi anni, fra i sismi che vengono ricordati più spesso c’è quello che nel 1997 colpì Umbria e Marche: è il terremoto che causò il crollo parte del transetto (e con lui la vela di Giotto) della basilica superiore di Assisi, che costò quattro vite umane e 20 miliardi di euro per la ricostruzione. Nel 2003 a sud di Bologna si registrò un terremoto di magnitudo 5, avvertito in tutto il centro e nord Italia. In quella zona non si verificavano scosse così violente dal 1929. E dopo parecchi anni, nel 2004, anche la Lombardia fu colpita da un sisma di medie proporzioni, grado 5,2 della scala Richter, con epicentro a Salò. Nel 2006 Stromboli ebbe il suo piccolo tsunami in seguito a un sisma di magnitudo 5,7 con epicentro al largo dell’isola.
In Abruzzo sono stati diversi i terremoti con bilanci disastrosi: nel febbraio del 1703 nella sola città dell’Aquila morirono oltre 6.000 persone, a gennaio del 1915 le vittime del sisma di Avezzano furono 30.000 (nel paese dell’epicentro sopravvissero soltanto 300 cittadini su 11 mila). Al nord la zona storicamente più colpita è il Friuli: l’ultimo forte sisma è quello registrato nel 1976, in cui morirono più di mille persone. Arrivando poi agli ultimi anni, fra i sismi che vengono ricordati più spesso c’è quello che nel 1997 colpì Umbria e Marche: è il terremoto che causò il crollo parte del transetto (e con lui la vela di Giotto) della basilica superiore di Assisi, che costò quattro vite umane e 20 miliardi di euro per la ricostruzione. Nel 2003 a sud di Bologna si registrò un terremoto di magnitudo 5, avvertito in tutto il centro e nord Italia. In quella zona non si verificavano scosse così violente dal 1929. E dopo parecchi anni, nel 2004, anche la Lombardia fu colpita da un sisma di medie proporzioni, grado 5,2 della scala Richter, con epicentro a Salò. Nel 2006 Stromboli ebbe il suo piccolo tsunami in seguito a un sisma di magnitudo 5,7 con epicentro al largo dell’isola.